Il brano scartato da Claudio Baglioni

Niente Sanremo, ma Pierdavide ​Carone vince su internet​

​“Caramelle” affronta il tema drammatico della pedofilia. Bocciato dalla giuria del Festival, adesso è boom su internet ed in radio​

Cronaca
Taranto venerdì 18 gennaio 2019
di Giovanni Di Meo
Pierdavide Carone, autore ed interprete con i Dear Jack del brano “Caramelle
Pierdavide Carone, autore ed interprete con i Dear Jack del brano “Caramelle © n.c.

«Dispiaciuto che un brano come Caramelle, che parla di lotta alla pedofilia, sia stato escluso da Sanremo. Un argomento molto importante, su cui, tra l’altro, stiamo già lavorando: abbiamo diversi progetti in cantiere col Ministero dell’Istruzione». È intervenuto con un tweet anche il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, nella vicenda che coinvolge il cantautore originario di Palagianello, Pierdavide Carone.

Il giovane songwriter della provincia di Taranto, cresciuto nella scuola di Maria De Filippi, ha presentato insieme al gruppo dei Dear Jack una canzone (“Caramelle”, appunto) che la giuria guidata dal direttore artistico Claudio Baglioni ha ritenuto non all’altezza della 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana. Solo che “Caramelle” affronta un tema, quello della pedofilia, particolarmente sensibile. E la polemica per l’esclusione di Carone e Dear Jack è uscita dal binario delle canzonette per diventare un tema di attualità, cavalcato tra gli altri da Massimo Giletti che ha voluto far eseguire “Caramelle” nel corso del suo Non è l’Arena su La7, usando il brano per una campagna antipedofilia.

«Da parte nostra non c’è stata nessuna censura sulle canzoni presentate, come capirete anche ascoltando altri brani in gara che trattano temi forti. Quella che abbiamo stilato è sicuramente una graduatoria opinabile, ma del resto l’infallibilità non esiste. Mi è costato dire di no» le parole, in conferenza stampa, di Baglioni. Con un suono che può ricordare quello, ad esempio, di Ermal Meta e di quella “Vietato Morire” che a Sanremo ha partecipato, sfiorando la vittoria, “Caramelle” racconta in prima persona il dramma di un bambino di dieci anni e di una ragazzina di quindici, Marco e Marika, che subiscono violenza da parte di adulti. Proprio questo, come detto, ha fatto travalicare il caso sulle pagine di giornali come Avvenire, con il quotidiano dei vescovi che ha voluto ascoltare la voce del trentenne autore palagianellese: «Certo che sono rimasto male per l’esclusione soprattutto perché la canzone ha una tematica così importante da far conoscere. Nei primi giorni c’è stato un po’ di impeto, ma ora sono più sereno e non voglio giudicare le scelte del Festival. Per noi l’importante è che la canzone giri il più possibile, perché sulla pedofilia c’è tanta omertà, ma il problema è molto ampio e bisogna che la consapevolezza del problema arrivi a più adolescenti possibili. Da quando abbiamo pubblicato il brano ricevo ogni giorno messaggi di persone che sono state vittime di abusi e violenza che mi ringraziano per averne parlato. Ne sono colpito».

«Stavo iniziando una collaborazione con i Dear Jack con cui siamo amici, e mi era nata un’altra canzone mentre vivevo delle personali frustrazioni, mi ero sentito vittima di una forma di abuso – ha continuato Carone ad Avvenire –. Tutti ci sentiamo certe volte abusati, sul lavoro, dagli amici, in famiglia. Ma piano piano, la musica e le parole hanno virato verso verso un lato più oscuro e ambiguo. Quando mi è nata la storia di Marco, l’idea degli abusi su un bambino di 10 anni mi ha provocato un momento di choc, e mi sono dovuto fermare prima di riprendere e aggiungere la triste storia di Marika». Ad ogni buon conto, “Caramelle” sta avendo un ottimo riscontro di visualizzazioni su YouTube oltre a ‘girare’ in radio. Ognuno potrà quindi farsi un’idea sull’esclusione del brano dal Festival targato Baglioni, che pure si è detto attento a tematiche sociali.

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I commenti degli utenti
  • Elke Colangelo ha scritto il 28 gennaio 2019 alle 01:38 :

    Questa canzone resterà nella storia! Tra tanti video musicali, i quali, senza che la gente se ne accorga nemmeno, sono un inno alla pedofilia e girano nelle classifiche di tutto il mondo, finalmente una nota di dolore vero, echeggierà nell'aria come il grido di un gabbiano ferito, che torna a volare sopra i temporali, verso la speranza di scorgere l'orizzonte di un mondo migliore! Complimenti ragazzi! Quando il cuore incontra una nota sincera e rende la voce a chi è stato soffocato nel dolore, allora sì, che la musica viaggerà lontano, oltre le nostre paure che rallentano l'evoluzione. Rispondi a Elke Colangelo

  • Silvana varischetti ha scritto il 18 gennaio 2019 alle 16:11 :

    Baglioni a toppato ma la canzone andrà lontano bravissimo Rispondi a Silvana varischetti