L'accusa

​«Manca un modello di sviluppo alternativo»​

Confcommercio chiede un incontro con i parlamentari jonici

Cronaca
Taranto lunedì 21 gennaio 2019
di La Redazione
Il presidente di Confcommercio, Leonardo Giangrande
Il presidente di Confcommercio, Leonardo Giangrande © Tbs

«I sogni ancora una volta muoiono a Roma perché le grandi attese sembrerebbero ridimensionate: la costituenda Commissione per lo Sviluppo di Taranto, che dovrebbe avere la sua sede operativa nella capitale, avrà una dotazione di appena 300 mila euro per un triennio, davvero troppo pochi per un’area di crisi come quella di Taranto. Si pensi che solo per avviare un reparto di oncologia pediatrica, con un solo specialista con contratto a termine, sono stati impegnati 500 mila euro.

Nel 2015, il Tavolo istituzionale permanente del Cis, il Contratto Istituzionale di Sviluppo – coordinato da Invitalia, sottoscrisse due importanti obiettivi: il Concorso di idee per Città Vecchia e il Progetto del Polo museale dell’Arsenale. Dopo quattro anni siamo ancora in una fase progettuale embrionale». Confcommercio Taranto interviene nel dibattito riguardante lo sviluppo della città. «Prima era il Tavolo per l’area di crisi complessa di Taranto Cis, domani sarà una super Commissione del Mise. Differenze alle quali riesce difficile appassionarsi. La realtà inconfutabile è che siamo in uno stato di stand by perenne.

C’è sempre una carta in più, pronta a rimescolare il mazzo, che impedisce di continuare la partita. L’unica cosa certa è che l’Ilva di Mittal è partita, seppure tra non poche difficoltà. Il decreto semplificazioni si dice che accorcerà i tempi delle Zes - Zona Economica Speciale - mentre l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Cosimo Borracino, fa sapere che per la Zes Jonica gli Uffici della Regione sono in contatto diretto con il Ministero e gli altri soggetti interessati (Regione Basilicata e Autorità portuale) per superare ogni criticità che dovesse frapporsi. Intanto, è questa novità, a livello locale i due massimi vertici alla guida di Comune e Provincia - sottolinea l’associazione del commercio - messe da parte le divergenze di qualche mese fa, provano finalmente ad avviare un dialogo tout court sui possibili scenari di sviluppo e di diversificazione economica dell’area jonica, partendo dal macro obiettivo ‘Area Vasta’, e fanno sapere inoltre che finalmente si impegneranno per la vertenza ‘collegamenti e trasporti’ (ferroviari e aeroportuali), per la quale da anni si sono spese soprattutto associazioni e comitati di cittadini con il sostegno di alcune organizzazioni di categoria e sindacati più sensibili alle problematiche dei trasporti. Bene, Comune e Provincia finalmente si parlano e ragionano di concerto; a questo punto sarebbe opportuno che questo file rouge annodasse anche la Regione che invece sembra voler procedere per suo conto, con la Legge Speciale per Taranto che da sola non può bastare.

Tre Enti che dovrebbero procedere assieme, lavorare in modo unitario per il territorio, facendone sentire la voce nelle sedi esterne, dove si assumono decisioni spesso calate dall’alto. Taranto deve superare quella debolezza storica che le deriva anche dal non riuscire a dare voce alle istanze del territorio in modo unitario. Confcommercio ci ha provato, sollecitando e riuscendo ad ottenere la creazione del Distretto del Turismo dell’area di Taranto. Poi, come da sempre accade, anche questo percorso che ha messo seduti attorno allo stesso tavoli i sindaci dei comuni della provincia, si è rallentato e stenta a decollare. Se non è quella la strada, Confcommercio sarà la prima ad abbandonarla, ma solo in vista di un’alternativa valida, di un progetto serio per il turismo che tenga conto delle problematiche che ne ostacolano lo sviluppo (strade, collegamenti ferroviari, aeroporto, acqua e fogna nelle località turistiche, approdi nautici, attrattori etc.).

La risorsa mare, le produzioni agricole e enogastronomiche, i settori più danneggiati dalla vicenda Ilva, e per i quali nulla si è fatto in questi anni, ma anzi siamo dinnanzi ad un disastro economico oltre che ambientale, attendono progetti di rilancio oltre che vane promesse di attenzione. Il non fare, l’attendismo è il peggiore dei danni che si possano infliggere a questo territorio. E’ una condanna a morte, come purtroppo sta accadendo per la mitilicoltura. Occorre, invece, un’azione politica di più ampio respiro che a livello locale coinvolga accanto alle Istituzioni le varie componenti del tessuto socio-economico, in particolare le rappresentanze delle categorie ed i sindacati. Mai come in questi ultimi anni si sono avvertite le conseguenze delle divisioni interne di un territorio, distintosi purtroppo per l’incapacità di aprirsi al cambiamento, di rivendicare in modo unitario l’avvio di un vero processo di rilancio economico che punti ad un diverso modello di sviluppo basato su una reale diversificazione economico-produttiva impostata sugli asset mare, agricoltura, cultura, turismo».

«Come Organizzazione rappresentativa degli interessi delle imprese del commercio, del turismo, del mare, e dei servizi» Confcommercio intende offrire il suo «contributo di idee e di esperienze» e di poter «lavorare in sinergia con le rappresentanze degli altri comparti economici (agricoltura e artigianato) per mettere in campo nuovi percorsi di sviluppo economico». Su questi temi Confcommercio Taranto intende «chiedere da subito un incontro con i parlamentari jonici».

Lascia il tuo commento
commenti