La vertenza

Dipendenti ​Comunali, il ricorso sulla produttività​

La conferenza della Cgil FP

Cronaca
Taranto martedì 22 gennaio 2019
di La Redazione
Dipendenti ​Comunali, il ricorso sulla produttività​
Dipendenti ​Comunali, il ricorso sulla produttività​ © Tbs

Il dado è tratto. Una novantina di ricorsi sono già stati depositati alla sezione lavoro del tribunale e altri sono in fase di no­tifica. Sono i ricorsi dei dipendenti comunali che reclamano il pagamen­to della produttività per gli anni 2016 e 2017. Parliamo di somme che, nel complesso, ammontano a 3,5 milioni di euro. Si tratta di voci che erano entrate nella relazione degli ispettori del Ministero delle Finanze, ai tempi dell’amministrazione Stefàno, e che da allora i comunali non sono riusciti più a farsi riconoscere dall’ammini­strazione.

A spiegare questa fase acuta della crisi di rapporti con l’amministrazio­ne comunale è stata la Cgil Funzione Pubblica che lunedì 21 gennaio ha tenuto una conferenza con i segretari Anna Maria Marra e Tiziana Ron­zisvalle. Con loro l’avvocato Luca Bosco, che ha curato la parte legale.

«All’amministrazione comunale - ha spiegato Marra - contestiamo l’iner­zia su questa vicenda e soprattutto la mancata apertura di un tavolo negoziale. Di fronte a questo atteg­giamento non ci è rimasto altro da fare che seguire la via giudiziale».

E sebbene tre milioni e mezzo siano una cifra considerevole, la Cgil ritie­ne che l’ostacolo sia superabilissimo: «Non si tratterebbe di debiti fuori bilancio - spiega sempre Anna Maria Marra - perché queste somme erano già state accantonate. Sono somme che ci sono già e questo è ulteriore elemento che ci fa sperare nell’ac­coglimento dei ricorsi da parte del giudice del lavoro. Siamo di fronte ad una questione meramente lavori­stica: ci sono delle prestazioni effet­tuate e ci sono schede di valutazione che lo confermano e, se il diritto non è stato stravolto, a prestazione corrisponde un compenso. Ecco, noi chiediamo semplicemente che quel compenso venga riconosciuto e corrisposto».

Eppure, in una fase iniziale sembra­va che i rapporti tra sindacati e am­ministrazione, si fossero incanalati in un binario di reciproco ascolto e volontà di risolvere i problemi. «In effetti inizialmente il sindaco Melucci aveva assunto impegni credibili. Propose anche una dele­gazione per affrontare la questione al Mef. Le cose sono cambiate con l’arrivo del direttore generale, che non ha mai dato notizia di sue atti­vità rispetto alle questioni sollevate dagli ispettori. Da allora le relazioni si sono sfilacciate e siamo stati così costretti ad intraprendere l’azione legale, anche perché incalzati dai di­pendenti. Vogliamo evitare il rischio che la questione della produttività finisca nel dimenticatoio».

Produttività a parte, resta la grande questione della carenza di personale. Attualmente i dipendenti comunali sono circa 700 su un fabbisogno di 1.500 unità. Un numero che rischia di essere ancora più esiguo con i pensionamenti che scatteranno per “quota 100”. Da considerare, inol­gli amministrativi sono appena quattrocento, più o meno, essendo gli altri dipendenti i vigili urbani e il personale degli asili.

«Adesso - hanno concluso i sindaca­listi della Cgil - siamo stati convocati dall’amministrazione per il contratto decentrato 2019. Ci vogliamo cre­dere, lavoreremo per un contratto di spessore, per rendere concreti gli aspetti innovativi contenuti nel contratto nazionale».

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