27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 17:59:00

Cronaca

“C’è qualcosa di losco”


TARANTO – «Ho sempre detto che il movente della gelosia per Ivano non mi convinceva, che c’era qualcosa di losco, e quello che è emerso ieri lo conferma». Lo ha detto Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi, entrando in aula prima dell’udienza di oggi del ‘processo del secolo’.

Il «losco» è riferito agli sms choc, dall’esplicito contenuto sessuale, letti ieri in aula nel corso della requisitoria del pm Buccoliero. Messaggi che fotograferebbero in modo inequivocabile le ‘abitudini’ che aveva la comitiva di cui faceva parte Sabrina Misseri. Un gruppo in cui non si sarebbe disdegnata qualche pratica parecchio ‘spinta’, inconfessabile, a maggior ragione in un contesto come quello di un piccolo paese del profondo Mezzogiorno, quale Avetrana.

Segreti che dovevano restare nascosti. Ad ogni costo. Anche chiudendo la bocca, per sempre, a chi avrebbe potuto rivelarli. Concetta ha aggiunto che «è possibile» che Cosima abbia inseguito Sarah e abbia partecipato al delitto, secondo la tesi dell’accusa, perchè «lei è di altra tradizione, di altra generazione e non accettava questo stile di vita di Sabrina».

«Non è vero, come hanno detto – ha aggiunto – che io odio Sabrina e Cosima. Mi fa rabbia che loro ce l’abbiano ancora con Sarah e continuino a dire che sono innocenti nonostante l’evidenza». In corte d’Assise, quindi, l’accusa ha ripreso la requisitoria fiume che si concluderà con le richieste di condanna. Le due indiziate dell’omicidio, Sabrina Misseri e la madre Cosima, rischiano l’ergastolo. Ma i riflettori sono puntati anche sugli altri imputati, in quello che dovrebbe essere l’ultimo giorno riservato alle conclusioni della Procura. Carmine Misseri, ad esempio. Che il 26 agosto 2010 ricevette dal fratello Michele diverse telefonate, inizialmente alle 15.08 e alle 17.25. Nella prima Michele lo avrebbe chiamato piangendo, secondo quanto emerso dalle intercettazioni, per chiedere un aiuto perchè era accaduta una disgrazia. Entro le 15.30 Michele è al pozzo in contrada Mosca per nascondere il cadavere e lì c’era anche il fratello Carmine. E’ la tesi del pm Buccoliero che sta esaminando le posizioni degli imputati Carmine Misseri e Cosimo Cosma, accusati di concorso in soppressione di cadavere. In un’altra intercettazione ambientale emergerebbe che Carmine avrebbe visto il cadavere di Sarah in contrada Mosca, rimanendo turbato. In una intercettazione ambientale poi, parlando con la moglie, indica esplicitamente il coinvolgimento anche del nipote Cosimo Cosma nella soppressione del cadavere di Sarah nel pozzo in contrada Mosca, operazione che sarebbe stata eseguita da Michele Misseri insieme al fratello e al nipote.

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