16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Maggio 2021 alle 15:41:06

Cronaca

Ilva, la bonifica finisce in rete


01/12/2011 Roma, al via il Terzo Salone della Giustizia Nella foto il procuratore generale della Corte di Cassazione Vitaliano Esposito

La notizia è battuta, a metà mattinata, dall’agenzia ilVelino: “Il Garante del governo per l’esecuzione delle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale per l’Ilva di Taranto comunica che dal 28 febbraio scorso è in linea – sul portale dell’istituto superiore per la ricerca ambientale, all’indirizzo web www.isprambiente.it – il sito Garante dell’A.I.A. per l’Ilva. E’ quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio dei ministri”.

“Il sito – spiega il garante – consente una agevole consultazione delle prescrizioni che sono state impartite allo stabilimento per il rilascio dell’autorizzazione e consente di verificare lo stato della loro attuazione, inserendosi nel contesto delle iniziative previste per interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto”.

“Dell’avvenuta apertura del sito – chiude la nota – è stata data comunicazione anche alle autorità locali e alle organizzazioni sindacali, con l’invito a inserire i relativi dati nei loro siti, al fine di una corretta e doverosa informazione per i cittadini”. In effetti, cliccando sul sito, si può anche scrivere all’indirizzo email garanteilva@isprambiente.it, in una sorta di ‘operazione trasparenza’.

Difficile, comunque, che gli ambientalisti tarantini si sentano rassicurati. “Ieri si è svolta l’assemblea autoconvocata dei cittadini che hanno partecipato al corteo del 15 dicembre Taranto Libera. Il salone del Centro Magna Grecia era gremito di persone che hanno manifestato la volontà di organizzare una nuova e incisiva mobilitazione in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale del 9 aprile sulla legge 231/2012, nota ai più come Legge Salva Ilva” si legge in una nota – quasi contestuale all’agenzia – a firma di Alessandro Marescotti. “Molti gli interventi che hanno sottolineato la necessità di sostenere la magistratura e di rivendicare una alternativa di sviluppo, basata sulla bonifica e la riconversione sostenibile dell’economia. Il prossimo incontro sarà martedì prossimo alle ore 18 sempre al Magna Grecia”.

Approvato un documento di solidarietà con le famiglie delle vittime dell’amianto; domani nuova udienza nel processo per le morti. Intanto, riparte il confronto sulla cassa integrazione proprio per l’ambientalizzazione. Segnali confortanti sono stati fatti filtrare dopo il vertice romano di ieri.

Questa la nota dell’Ilva: “Il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, nel corso dell’incontro di oggi al ministero del lavoro sulla richiesta di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione, ha dichiarato: Ci rendiamo conto che abbiamo fatto una richiesta importante, non lieve, che implica dei sacrifici per i lavoratori. Ma è una richiesta che apre una prospettiva, perché è finalizzata alla ristrutturazione dell’azienda e al termine ci sarà il rientro di tutti i lavoratori nello stabilimento. Una prospettiva dunque positiva. Voglio ribadire la volontà precisa di Ilva ad applicare l’Aia. Abbiamo già iniziato ad applicarla. Sono in corso i lavori e abbiamo fatto ordini per interventi importanti che richiedono cospicui investimenti. Lo stiamo facendo avendo vissuto una situazione di evidente difficoltà per l’azienda. A novembre ci hanno sequestrato i prodotti che avevamo nello stabilimento per un valore iniziale di 900 milioni di Euro e abbiamo subito un blocco di due mesi. Ma stiamo risalendo la china, con molta pazienza e serietà. Abbiano elaborato un piano industriale che prevede la piena applicazione dell’Aia. L’Aia prevede il fermo di impianti durante i lavori, da qui la richiesta di cassa integrazione straordinaria collegata a questi fermi. In questa richiesta abbiamo esposto il numero massimo di lavoratori coinvolti nei prossimi due anni. Questi numeri massimi potrebbero anche non essere mai raggiunti. Auspico un confronto sereno, reale, nell’interesse dei lavoratori, dell’ambiente e anche dell’azienda che guarda al futuro a testa alta”.

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