07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

Ricerche di petrolio nel Golfo di Taranto, la Regione dice “no”


Un “no” secco dalla Regione alla richiesta di ricerca di petrolio nelle acque del Golfo di Taranto. A renderlo noto è lo stesso Assessore all’Ambiente della Regione Lorenzo Nicastro.

“Nella seduta del 28 febbraio scorso – sottolinea Nicastro – il Comitato Via della Regione Puglia ha espresso il proprio parere negativo, a seguito di una lunga ed approfondita istruttoria, nei confronti dei permessi di ricerca d73 F.R. – SH e d74 F.R. – SH presentanti dalla Shell Italia E&P Spa. Tenendo fede alla linea sino ad ora tenuta, in considerazione anche della pressione ambientale cui il Golfo di Taranto è sottoposto in ragione delle attività connesse all’aree portuale ed industriale, il Comitato ha ritenuto di esprimersi con esito negativo rispetto alla richiesta di ricerca di idrocarburi liquidi o gassosi in mare”. 

Ora la parola passa alla Giunta regionale. “Nella prossima seduta di Giunta l’organo di governo politico, come ha fatto nel passato, ratificherà il parere tecnico per poi trasmetterlo ai tre Ministeri competenti: Ambiente, Beni Culturali e Sviluppo economico. Le due opere, per cui l’azienda ha presentato istanza, consistono – prosegue Nicastro – nell’ormai note attività di prospezione sismica a 3D che hanno la finalità di dettagliare la copertura sismica esistente per l’area al fine di individuare la presenza di idrocarburi. Ancora una volta nei pressi delle nostre coste, ancora una volta nel nostro specchio di mare, condiviso con Basilicata e Calabria”.

“Con la delibera di Giunta Regionale intendiamo dare forza alle posizioni contrarie proposte da altri enti locali, tra cui il Comune di Maruggio, e da associazioni di cittadini preoccupati per le conseguenze dell’opera sull’area marina dell’o Ionio Settentrionale. Una volta trasmesso il parere – conclude Nicastro – aspetteremo i provvedimenti ministeriali. In attesa che il mutamento del quadro politico nazionale possa finalmente aprire spiragli di discussione più ampia sulle scelte di politica energetica del nostro Paese”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche