Il progetto

​Acquario, artigiani e commercianti valutano l’idea​

Non solo uno spazio espositivo, ma anche un progetto più ampio che vede la creazione di un centro di ricerca scientifica

Cronaca
Taranto giovedì 07 febbraio 2019
di La Redazione
Acquario
Acquario © Tbs

«Un acquario realizzato non solo come spazio espositivo dove incontrare flora e fauna del mar Ionio, ma anche come componente di un progetto più ampio che vede la creazione di un centro di ricerca scientifica e di formazione sulla filiera del mare sul nostro territorio? Se questa è l’idea progettuale che starebbero proponendo a Taranto, la prima risposta che ci viene è: vediamo il progetto, approfondiamo l’argomento, i pro e i contro e soprattutto i benefici economici ed occupazionali che porterebbe un insediamento simile nella città dei due mari».

È il parere espresso da Confartigianato Taranto in merito alla realizzazione di un acquario nel capoluogo jonico. A lanciare l’idea è stato il consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano.

«I prossimi 7 e 8 febbraio sarà a Taranto, su mio invito e dopo numerosi contatti da me avuti con la società Costa Edutainment spa, il dott. Senes, project manager della predetta società, al fine di visionare eventuali siti da destinare alla creazione a Taranto di un acquario: notevole attrattore turistico». Liviano ha invitato il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e il presidente della Camera di commercio, Luigi Sportelli, per «un incontro al quale parteciperà il dott. Senes il 7 febbraio alle ore 17.30 nella sede della Camera di commercio. Incontro nel corso del quale sarà fatto il punto della situazione in merito ai possibili siti in cui allocare l’acquario».

Non sono mancate le polemiche. Gli animalisti, infatti, si sono schierati apertamente contro l’eventuale realizzazione di un acquario a Taranto. Ora, sull’argomento, si registra la presa di posizione di commercianti ed artigiani. «Se il tutto è fattibile, positivo, il progetto è serio anche naturalisticamente parlando, non possiamo assolutamente perdere occasioni di sviluppo simili, per poi piangerci addosso quando le vediamo realizzate altrove, magari a pochi chilometri da noi - evidenziano da Confartigianato Taranto - rispettiamo tutte le posizioni, ci mancherebbe, ma come portatori degli interessi economici sul territorio chiediamo al Comune, alla Regione ed a tutti gli altri attori pubblici e privati del territorio di adoperarsi per verificare la bontà della proposta che l’operatore privato sarebbe intenzionato a fare (e che speriamo non ci abbia già ripensato); non ci possiamo certamente permettere il lusso di non approfondire una opportunità a priori, si deve invece discutere, coinvolgendo tutte le parti, per poi decidere serenamente e democraticamente. Un’opportunità del genere consentirebbe a Taranto di aumentare la propria offerta culturale, naturalistica e di intrattenimento.

Le potenzialità che un acquario proporrebbe al suo pubblico di riferimento modificherebbero sicuramente l’immagine dell’intero territorio, sia dal punto di vista delle offerte turistiche e culturali regionali che delle offerte ai flussi turistici nazionali e internazionali. Basta dare una occhiata ai numeri che contraddistinguono altre realtà dove è presente un acquario, il numero di visitatori che scelgono il posto come meta del loro percorso di vacanza o di viaggio ed il giudizio positivo da loro espresso. Immaginate quindi che risvolti economici e culturali ci sarebbero per il nostro territorio».

Per Confcommercio Taranto «Il popolo dei ‘No’ si è già espresso. Tuttavia un migliaio scarso di mail - inoltrate all’indirizzo del consigliere regionale, Gianni Liviano - per esprimere contrarietà al progetto non rappresentano il mondo. Rinunciare aprioristicamente ad un incontro di approfondimento potrebbe essere sbagliato. L’altra parte dell’opinione pubblica non si è espressa, e ne ha avuto modo di poter acquisire elementi di conoscenza per valutare con serenità il contenuto della proposta, che peraltro non era definita, come ha chiarito lo stesso Liviano. Probabilmente l’incontro di giovedì 7 febbraio con il project manager della Costa Edutainment (la società che gestisce alcuni acquari italiani, tra cui Genova) non si terrà nè in quella data e nè in altre. Come è già accaduto nel passato, si faranno avanti altre città meridionali: Messina, dove il progetto Acquario sullo Stretto è sponsorizzato dall’Ordine degli architetti che pensano ad un abbinamento con il Museo del mare per il rilancio economico e turistico della città – proprio come a Genova - ma vi sarebbero anche delle candidature pugliesi, si parla di Bari, Gallipoli, Molfetta. Si noti - spiegano dalla Confcommercio - che la società che gestisce l’acquario ligure è collegata al gruppo Costa, un brand leader nel turismo crocieristico.

La domanda: Taranto è nelle condizioni di poter voltare le spalle ad un contatto di questo livello? Non sarebbe opportuno invece incontrare, comprendere, approfondire, valutare i pro e contro, semmai con il supporto scientifico del Cnr e quei soggetti che hanno competenze naturalistiche, prima di esprimere un secco ‘No’? Vi sono tanti modi per realizzare un acquario e per dargli una impostazione seria e naturalisticamente corretta che possa addirittura essere fondamentale per lo studio delle specie animali e per la conoscenza tra i giovani della vita sottomarina».

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I commenti degli utenti
  • Gico Bertone ha scritto il 07 febbraio 2019 alle 15:22 :

    In Germania c'é un proverbio che testualmente recita: " finchè le menti pensano gli stupidi scavalcano le torri" L'acquario, un parco divertimenti o tematico e qualsiasi altra struttura adattabile alle potenzialità di Mar Piccolo sarebbe dovuta sorgere già 30 anni fa. Purtroppo il solito disfattismo locale (compreso quello ambientalista e animalista mai costruttivo e attivo nel proporre) ha provocato enormi ritardi nella programmazione di attrattori turistici. Qualcuno ricorderà il progetto della nave museo Vittorio Veneto con annesso acquario(fine anni 90) proposto dal noto ingegner Tridico il quale approdò in altri lidi (Olanda).Il tempo di pensare e studiare è scaduto ora resta solo la volontà in tempi celeri, a prescindere dai project manager della Costa Edutainment, di realizzare ... Rispondi a Gico Bertone

  • Oronzo Aprea ha scritto il 07 febbraio 2019 alle 06:37 :

    Grazie ai No dei cittadini tarantini (quelli organizzati...) abbiamo rifiutato la sede NATO a Taranto con 6/7000 famiglie che CI AVREBBERO SFAMATO. abbiamo rifiutato (in particolare gli animalisti politicamente organizzati... Bonel...) un ospedale per le tartarughe, abbiamo rifiutato (CITO) un'area franca sul territorio......... Mo l'acquario... Noi siamo tarantini... Siamo troppo forti Rispondi a Oronzo Aprea