I dati

​I Luoghi del Cuore di Taranto e provincia ai vertici della classifica​

Il censimento promosso dal Fai – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo​

Cronaca
Taranto lunedì 11 febbraio 2019
di La Redazione
​I Luoghi del Cuore di Taranto e provincia
​I Luoghi del Cuore di Taranto e provincia © Tbs

Ben 2.227.847 voti, oltre 37.200 luoghi oggetto di segnalazione, 6.412 Comuni coinvolti (l’80,6% dei Comuni italiani): tre numeri eccezionali che raccontano la forza dirompente de “I Luoghi del Cuore”, il censimento promosso dal Fai – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che chiude trionfalmente la nona edizione, attiva dal 30 maggio al 30 novembre 2018.

Nel 2003, in occasione della prima edizione dell’iniziativa, i voti raccolti furono 24.200; oggi, a distanza di sedici anni e con oltre il 9.100% di voti in più, il censimento del Fai è diventato uno degli strumenti di coesione sociale più sorprendenti del nostro Paese. Un rito collettivo in grado di convogliare le speranze, l’impegno e la voglia di riscatto di tanti singoli cittadini e comunità intorno a piccole e grandi bellezze d’Italia da salvare perché in pericolo o fortemente compromesse, da proteggere perché in degrado o semplicemente da far conoscere perché poco note ai più. Quello che ne emerge è una preziosa mappatura spontanea di luoghi tanto diversi tra loro quanto amati, fatta di paesaggi e di palazzi storici, di chiese e di fiumi, di castelli e di borghi, di ville e di botteghe storiche, di giardini e di sentieri, che rende “visibile” il sentimento profondo che lega le persone ai territori dove vivono o dove hanno vissuto esperienze importanti della loro vita. Territori molto spesso pesantemente feriti o in attesa di rilancio, per i quali essere inseriti tra “I Luoghi del Cuore” rappresenta a volte l’unica possibilità di un futuro migliore.

Gli oltre due milioni e duecentomila voti pervenuti alla Fondazione nel 2018 - il 41,6% in più rispetto alla precedente edizione - sono lo specchio dell’aumento della sensibilità verso l’iniziativa da parte degli italiani, sempre più consapevoli dei meccanismi virtuosi che ne possono scaturire. Partecipare al censimento non è solo un gesto simbolico ma permette di dare piena attuazione al principio di sussidiarietà, regolato dall’articolo 118 della Costituzione Italiana. Il voto del singolo infatti, se sommato a quello di altre migliaia di persone, si tramuta in un’azione di grandissimo impatto sociale e, in alcuni casi, in concreti interventi di recupero e valorizzazione: da quando esiste “I Luoghi del Cuore” infatti il Fai, grazie alla partnership con Intesa Sanpaolo, ha promosso e sostenuto ben 92 progetti a favore di luoghi d’arte e natura in 17 regioni, cui si sommano i tanti interventi resi possibili grazie all’interessamento di Istituzioni e privati a seguito della visibilità offerta dal censimento.

Puglia, Toscana, Sicilia e Lombardia sono state le regioni con il maggior numero di voti, i votanti - di età media 50 anni – sono stati al 59,5% donne e al 40,5 % uomini mentre la tipologia dei luoghi più votati è quella delle chiese, seguita da aree naturali, aree urbane/piazze e coste/aree marine/ spiagge. Nel cuore degli italiani dunque non ci sono solo monumenti: nel 2018 si è registrata una maggiore presa di coscienza dell’importanza dei beni paesaggistici e ambientali, soprattutto quelli a rischio o danneggiati da calamità naturali e incuria, particolarmente presenti quest’anno tra le prime posizioni della classifica. Il Castello Aragonese di Taranto si piazza al 10° posto della speciale classifica.

«Venne riedificato tra 1481 e 1492, per volere del re di Napoli Ferdinando II d’Aragona, su un primo nucleo sorto in epoca greca (IV-III secolo a.C.), le cui strutture sono ancora leggibili, insieme ad altre di età bizantina (X secolo) e normanno-sveva - ricordano dal Fai - Al progetto rinascimentale potrebbe aver collaborato anche il celebre architetto e ingegnere militare senese Francesco di Giorgio Martini. La fortificazione fu ampliata per rimpiazzare la tipologia medievale delle torri alte e sottili, concepite per la difesa piombante, con altre più basse, larghe e circolari, dotate di un parapetto con specifiche aperture (“bocche da fuoco”) in cui posizionare i cannoni, a seguito dell’introduzione della polvere da sparo e della conquista di Otranto da parte dei turchi, che nel 1480 aveva dimostrato come le fortezze medievali fossero ormai inadeguate. Durante il dominio spagnolo si incrementarono le difese allargando il fossato e costruendo una nuova fortificazione con tre torri di 18 metri di diametro.

Nel 1707 gli Asburgo trasformarono il castello in una prigione, mentre con Napoleone il forte tornò alla sua funzione originaria. Dal 1887 è sede del Comando della Marina Militare Italiana. All’interno si trova la cappella rinascimentale di San Leonardo, riconsacrata nel 1933 dopo essere stata adibita nel corso degli anni a corpo di guardia e stalla. I voti per il Castello Aragonese, luogo simbolo per i cittadini di Taranto, sono stati raccolti dalla stessa Marina Militare, per proseguire gli studi e la valorizzazione del bene. Il castello è aperto al pubblico dal 2005 e nel 2018 ha raggiunto la cifra record di 121mila visitatori».

Il Santuario della Madonna della Scala di Massafra, con 18.714 voti, è al 15° posto. «Con i 125 gradini che ne consentono l’accesso sul fianco orientale della gravina di Massafra, è incastonato nella roccia ed è intitolato alla santa protettrice della città dal 1776. La storia del santuario trae origine dalla leggenda del “miracolo delle cerve” secondo cui, intorno al Trecento, due cerve braccate dai cacciatori s’inginocchiarono nel punto in cui fu ritrovato un affresco bizantino della Vergine. In memoria dell’evento, nel luogo del miracolo fu eretta una piccola cappella. Custodito su un blocco di pietra calcarea nel settecentesco altare maggiore, l’affresco è ancora oggi il cuore del santuario, sontuoso edificio in stile barocco e neoclassico, con pianta a croce latina e tre navate con volte a vela, scandito da massicci pilastri. Aperto al pubblico, il santuario necessita però di interventi di recupero e miglioramento della fruizione, anche per consentirne l’accesso a persone con difficoltà motorie. Un comitato costituito dagli abitanti del quartiere di San Francesco a Massafra è attivo per questo luogo».

Al 29° troviamo la Circumarpiccolo «storia di una strada dimenticata». «È una strada silenziosa e immersa nella natura, che circonda i due golfi del Mar Piccolo di Taranto e collega la parte sud con la parte nord della città. Il Mar Piccolo è una laguna costiera che si estende per poco più di 20 km quadrati, a nord della città. Percorrendo la strada, che come dice il suo nome circonda ad anello questo bacino, si abbraccia un panorama ricco di fascino, con gli aironi e i fenicotteri che popolano la Palude La Vela, un’area naturale protetta in riva al mare. L’ambiente dell’oasi è palustre con canneti, macchia mediterranea e acquitrini costellati di orchidee spontanee. Dopo anni di polemiche la strada, nella cui area sorge anche un sito archeologico, riapre al traffico di automobili e furgoni, notizia che desta la preoccupazione della cittadinanza per la messa a rischio dell’habitat prezioso ma fragile. Salvaguardare la Circumarpiccolo dalle fonti di inquinamento e dal degrado è quello che ha spinto i cittadini di Taranto a votarla in questa e nelle precedenti edizioni del censimento de “I Luoghi del Cuore”».

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