24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 20:35:00

Cronaca

«Così il Comune dichiara il falso per evitare tutti i pignoramenti»


«Il Comune, negli atti pubblici, aumenta, artatamente e a dismisura, le somme impignorabili». Questa l’accusa messa nero su bianco, in un esposto alla Procura, dall’avvocato Filippo Condemi e dal consigliere comunale Aldo Renna, in merito al modus operandi adottato dalla Giunta comunale.

«Com’è noto, la legge prevede che i creditori del Comune, possano soddisfare i propri crediti soltanto mediante pignoramenti presso la tesoreria, escludendo, pertanto, altri beni mobili o immobili. Non tutte le somme canalizzate sono però pignorabili. Infatti – spiegano Condemi e Renna – l’articolo 159, comma II, della legge 267/2000 del Testo Unico degli Enti Locali prevede che non siano soggette ad esecuzione forzata i fondi degli enti locali destinati al pagamento, nel semestre, delle retribuzioni del personale dipendente e dei conseguenti oneri previdenziali (solo) per i tre mesi successivi; pagamento delle rate di mutuo e di prestiti obbligazionari scaduti nel semestre in corso; espletamento dei servizi locali indispensabili».

In pratica, non sono soggetti a pignoramento gli stipendi dei dipendenti comunali, le rate dei mutui ed i servizi indispensabili come l’assistenza alle fasce più deboli della popolazione.

«L’Ente non può abusare della norma ponendosi finalità non rientranti nella legittimità istituzionale: infatti, se negli atti pubblici di cui abbiamo parlato, artatamente aumentano a dismisura le somme impignorabili, ne consegue che, nella sua attività contrattuale di natura privatistica o nei casi di risarcimento del danno, facendo oscillare l’entità delle stesse in funzione degli atti esecutivi da cui difendersi e/o per altri scopi allo stato non conosciuti, di fatto diviene immune da ogni aggredibilità esecutiva ledendo, anzi cancellando, i diritti dei terzi». Secondo gli esponenti del Movimento Condemi, dunque, all’aumentare della somma complessiva dei “fondi” impignorabili, diminuisce la possibilità, per chi vanta un credito nei confronti del Comune, di poter procedere ad un pignoramento. In questo caso a far fede sono le delibere di Giunta numero 8 e 52 del 2012, adottate per la dichiarazione di impignorabilità.

Condemi e Renna hanno chiesto gli stessi dati dai dirigenti al Personale ed alle Risorse Finanziarie per poi raffrontarli. «Emergono le seguenti difformità: l’importo delle retribuzioni e correlati oneri riflessi dichiarati nelle due delibere ammontano nel primo semestre 2012 a 20.956.328,04 euro, nel secondo semestre 2012 a 26.408.702,07 euro, per un totale, nell’intero anno, di 47.365,03 euro. Il dirigente dell’ufficio Personale, il quale è la fonte di tali capitoli di spesa, con comunicazione prot. n. 16779 del 30 gennaio scorso, ha attestato che per l’intero 2012 le retribuzioni lorde, complessivamente corrisposte, compresa la tredicesima, sono state di 29.913.585,20 euro. Diversamente, quella di cui sopra risulta, ingiustificatamente e per motivazioni ignote, complessivamente maggiorata di 17.451.445 euro».

Discrepanze (tanto per usare un eufemismo) che colpiscono anche “le rate dei mutui”. «Per quel che concerne l’importo dei mutui, le rate in scadenza nei rispettivi semestri sono state quantificate nel primo semestre in 21.925.743 euro, nel secondo semestre 11.646.663 euro, quindi per complessivi 33.572.416 euro. La direzione della Ragioneria – spiegando Condemi e Renna – specificamente preposta alla negoziazione, gestione e pagamento delle rate dei mutui, ha invece attestato che, nell’intero anno 2012, sono state pagate rate, comprensive di interessi, per un importo complessivo di 10.161.439 euro. Anche in questo caso, la Giunta ha alterato reali esigenze di spesa “oscurando” la considerevole somma di 23.410.977 euro.

E’ il caso di osservare che l’importo delle retribuzioni, nonché delle rate di mutuo dovute all’anno, sono fisse, costanti e non possono certamente variare di cifre così elevate». Anche riguardo “l’assistenza a persone, ricovero anziani e prevenzione e riabilitazione” si registrano incongruenze: «Il relativo fabbisogno è stato dichiarato dalla Giunta, nel primo semestre di 13.881.022, nel secondo semestre di 26.517.598 euro, quindi per un totale di 40.398.620 euro. Il dirigenge del settore Servizi Sociali ha invece attestato che per l’intero 2012 l’esigenza di spesa era di 13.955.657 euro. Anche in questo caso la differenza tra il dichiarato ed il reale, pari a 26.442.963 euro, è molto rilevante».

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