23 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 19:48:24

Cronaca

Stipendi d’oro al Comune: 34 condannati


TARANTO, 13/10/2006 DICHIARAZIONE DI DISSESTO FINANZIARIO PER IL COMUNE DI TARANTO NELLA FOTO IL MUNICIPIO FOTO RENATO INGENITO/INFOPHOTO

Conferma dell’accusa di peculato, provvisionale per il Comune fissata a 5 milioni di euro. E’ il giorno del giudizio, nel processo per gli “stipendi d’oro” al Comune di Taranto, di cui hanno beneficiato – illecitamente, secondo l’accusa ed i giudici di primo grado – dirigenti e funzionari.

Un verdetto complesso, quello emesso in tribunale, prima sezione penale collegiale, presieduto dal dott. Michele Petrangelo. Queste le condanne: Luigi Lubelli 6 anni, Carlo Patella 5 anni, Nicola Blasi 5 anni, Giuseppe Cuccaro 5 anni, Vito Marsiglia 5 anni, Orazio Massafra 5 anni, Pasquale Virtù 4 anni, Cataldo Ricchiuti 5 anni, Francesco Grassi 5 anni, Luciana Panzetta 4 anni e 6 mesi, Luciano Mezzacapo 4 anni e 6 mesi, Lidia Alfieri 3 anni e 6 mesi, Giuseppe Angelini 3 anni e 6 mesi, Angela Raffaella Fiorito 3 anni e 6 mesi, Rocco Maurelli 3 anni e 6 mesi, Maria Marino 3 anni e 6 mesi, Antonia Velle 3 anni e 6 mesi, Luca Spinelli 3 anni e 6 mesi, Francesco Portulano 3 anni e 6 mesi, Ilse Cassese 3 anni e 6 mesi, Antonia Quero 3 anni e 6 mesi, Cosimo Bitonto 3 anni e 6 mesi, Cataldo Sangermano 3 anni e 6 mesi, Italia Plantone 3 anni e 6 mesi, Cosimo Bruno 3 anni e 6 mesi, Fernando Prenna 3 anni e 6 mesi, Michele Saccomanni 3 anni e 6 mesi, Vittoria Uscio 4 anni, Maria Carmela Zolfarelli 4 anni, Gaetano Tarantino 4 anni, Anna Maria Canetti 3 anni e 6 mesi, Angelo Fiore 3 anni e 6 mesi, Pietro Antonio Perrucci 3 anni e 6 mesi, Letizia Quaranta 3 anni e 6 mesi.

Il picco dell’inchiesta scattò nel luglio del 2006, con il blitz della Guardia di Finanza attraverso il quale finirono in carcere e agli arresti domiciliari diversi dipendenti comunali. Nel mirino della Procura decine di progetti-obiettivo.

Tutto era iniziato nel 2005 con la segnalazione alla Guardia di Finanza degli ispettori ministeriali che avevano esaminato la documentazione amministrativa e contabile. Si era registrata una impennata sospetta della dichiarazione dei redditi complessiva del personale del Comune di Taranto. Nel corso del processo è stata acquisita tra le altre la testimonianza di Rossana Di Bello, sindaco dal 2000 al 2006, citata dal pm Ida Perrone e controesaminata dal folto collegio difensivo oltre che dal legale di parte civile (l’avvocato Pasquale Annicchiarico).

“Nessuno mi ha mai segnalato anomalie nella gestione e nella retribuzione del personale comunale e d’altronde a noi non arrivavamo le determine dei dirigenti e dunque eravamo all’oscuro dell’ammontare degli stipendi e di come più in generale venivano utilizzati i soldi stanziati negli appositi capitoli di spesa” le parole della Di Bello. L’ex direttore generale, Franco De Feis, nella sua deposizione ha spiegato che il Piano economico di gestione non rientrava nelle competenze del dirigente risorse finanziarie Luigi Lubelli, e che il concetto sulla l’ordinarietà delle prestazioni va interpretato perchè non è chiaro. La cifra contestata è di sei milioni e 700.000 euro in più rispetto alla retribuzione prevista dalla legge e dal contratto di lavoro. Una raffica di ordinanze di custodia cautelare, poi revocate, scandirono il 4 luglio 2006, data destinata a rimanere comunque indelebile nella storia della nostra città.

Il Comune di Taranto si è costituito parte civile, chiedendo un risarcimento danni di 50 milioni di euro. A comporre il collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Egidio Albanese, Ernesto Bucci, Domenico Rana, Giovanni Rana, Carlo Petrone, Umberto Braga, Michele Rossetti, Luca Balistreri, Christian Spinelli, Ylenja Lucaselli, Fausto Soggia, Angelo Masini, Raffaele Errico, Lello Lisco, Donato Salinari, Fabio Alabrese, Francesco Nevoli, Vincenzo Vozza, Raffaele Lisi, Luca Perrone, Dionigi Rusciano, Rocco Maggi, Donato Perrini, Alberto Simeone, Aldo Massaro, Emilio Nicola Bucicco, Alessandro De Nunzio, Nunzio D’Amico, Alessandra Semeraro, Cataldo Fornari.

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