L'inchiesta

​Truffa e falso, nei guai gli ausiliari del traffico​

Avviso di conclusione delle indagini per quarantadue persone

Cronaca
Taranto domenica 10 marzo 2019
di La Redazione
Gli ausiliari del traffico
Gli ausiliari del traffico © Tbs

Potrebbe arrivare a breve la richiesta di rinvio a giudizio nell’inchiesta su una presunta truffa ai danni dell’Amat da parte di numerosi ausiliari del traffico. Sono quarantadue gli indagati.

Nelle settimane scorse sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini firmati dal sostituto procuratore Giorgia Villa. Dal momento della notifica gli indagati hanno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o per presentare una memoria difensiva. Tra gli indagati tre addetti al controllo dell’attività degli ausiliari i quali secondo l’accusa “si sarebbero procurati in qualità di coordinatori della sosta, nella zona di volta in volta assegnata in base ai turni di servizio, e alla conseguente redazione del rapporto giornaliero contenente le annotazioni, firmate dagli ausiliari controllati, degli orari e del luogo di esecuzione del controllo, con artifizi e raggiri consistiti nell’allontanarsi dalla zona loro assegnata e comunque nello svolgere attività personali e incompatibili con il servizio, durante l’orario di lavoro, nonostante a seguito di timbratura di cartellino risultassero regolarmente in servizio, attestando falsamente la propria presenza durante l’intero orario lavorativo inducendo in errore l’Amat in ordine al corretto adempimento del proprio servizio e all’effettiva prestazione dell’attività lavorativa, un ingiusto profitto costituito dalla corresponsione della retribuzione, anche in relazione al tempo in cui si sono assentati fraudolentemente dal luogo di lavoro”.

Nei guai anche numerosi ausiliari della sosta i quali devono rispondere di falso ideologico in atto pubblico in concorso anche con i coordinatori in quanto secondo l’accusa “avrebbero attestato falsamente nel rapporto giornaliero delle attività l’effettuazione di controlli in realtà mai avvenuti poichè riportanti orari e luoghi nei quali il coordinatore si erea ssentato fraudolentemente dal servizio”. Ora c’è attesa per la richista di un eventuale processo che potrebbe essere richiesto dalla pubblica accusa.

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