Cronaca

La maggioranza non può decidere su Pucci, pensino ad una via d’uscita


Proprio mentre la riconferma di Pucci all’Amiu sembrava ormai cosa fatta è deflagrata, in tutto il suo vigore, la vicenda relativa ai debiti dell’Amiu.
Si parla di 30milioni di euro ma sono in molti a credere che la situazione sia ben più pesante. I partiti di maggioranza non restano a guardare anzi: Il Pd si è tirato fuori da ogni responsabilità; Sel ha chiesto il cambio immediato dei vertici dell’Amiu; l’Udc il commissariamento dell’azienda. 
La settimana scorsa, anticipando (o stimolando?) l’amministratore delegato dell’Amiu Gino Pucci, abbiamo pubblicato una nota con la quale il dirigente all’Ambiente De Roma metteva in guardia il sindaco circa la situazione dell’Amiu e l’assenza del Documento unico sulla regolarità contributiva. 
I debiti all’Inpdap, per il mancato versamento dei contribuiti ai dipendenti, rappresentano una delle voci più corpose del passivo dell’Amiu. Oggi abbiamo intervistato il sindaco Ippazio Stefàno per capire quali saranno le prossime mosse dell’Amministrazione comunale.
Sindaco, come mai, solo ora, ci si accorge che ci sarebbero circa 30milioni di euro di debiti?
«Il problema nasce da una lettera che mi è arrivata riguardo all’assenza di documentazione dell’Amiu».
Manca il Durc. Lei cosa ha fatto?
«Ho convocato tutti i dirigenti ed il cda dell’Amiu per capire come stavano le cose. I dirigenti hanno preparato una relazione che metteva in luce l’intera situazione dell’azienda. Successivamente ho invitato tutti i partiti di maggioranza ad indicare un consigliere esperto della materia. Sarà la maggioranza ad indicarmi una via d’uscita».
Ha mai ravvisato problemi, di natura gestionale, per ciò che attiene l’Amiu?
«C’è stato un risparmio per quanto riguarda questa gestione. L’errore è stato quello di non inserire l’Amiu all’interno della procedura di dissesto. L’azienda ha dovuto pagare al 100%, noi, invece, al 50%».


Come intende agire per salvare l’azienda?

«La mia azione è quella di scoprire tutte le problematiche per stabilire cosa fare. Pretendo che la maggioranza mi indichi la strada, poi farò le mie scelte».
Certo, ma la maggioranza chiede la sostituzione di Pucci…
«E’ sbagliato. Non si tratta di un problema personale e comunque la legge non attribuisce a loro questo potere. Io voglio sapere: come risolvono loro il problema? Devono prendersi le loro responsabilità. Dopo dirò la mia».
Qual è, invece, il suo giudizio sull’operato di Pucci?
«La perfezione non esiste, sia chiaro. Bisogna valutare le condizioni di partenza. Certo, posso dire che la città è più pulita. Una constatazione doverosa soprattutto nei confronti dei lavoratori. C’è stato un grande segnale indirizzato al contenimento della spesa, si è passati da una sede ad un’altra abbattendo i fitti passivi. L’azienda ha dovuto far fronte agli interessi su tasse che avrebbero dovuto pagare altri. Nel complesso, dunque, il giudizio è positivo».
Lei ha riconfermato Poggi, alla guida dell’Amat, ma non ancora Pucci. Come mai?
«Sto valutando la sua riconferma. Ma è una valutazione che potrò fare solo dopo aver capito qual è la strada da intraprendere per salvare l’azienda».
Quella della privatizzazione rappresenta una ipotesi percorribile?
«Io voglio che l’Amiu resti dell’Amministrazione comunale. La privatizzazione è una ipotesi estrema».

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