Cronaca

Sarah, tocca ai legali di Concetta: verso un maxi risarcimento


TARANTO FOTO STUDIO RENATO INGENITO

«Non dobbiamo cercare all’esterno la verità. E’ una realtà circoscritta, un cerchio. Come si fanno ad avanzare altre teorie?». Così l’avv. Pasquale Corleto, per conto del Comune di Avetrana, ha ‘inaugurato’ l’udienza di oggi del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, caratterizzata dalle arringhe degli avvocati di parte civile.

Nella scorsa udienza i pubblici ministeri hanno chiesto l’ergastolo per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, 9 anni di carcere per Michele Misseri, 8 anni per Carmine Misseri e Cosimo Cosma e pene inferiori per gli imputati minori. Un lavoro «eccezionale», per Corleto, quello degli investigatori. 

«Michele Misseri è un grosso personaggio della storia giudiziaria. Ha lavorato in Germania, ha guadagnato il pane per la sua famiglia, è un uomo buono che ha sempre vissuto a contatto con la natura» ha poi aggiunto il legale. 

«Michele – ha proseguito l’avv. Corleto – si è trovato nel labirinto di Minosse, tra il peso di uno scrupolo enorme e l’amore per la prediletta Sabrina. E’ un uomo che si aggira nel labirinto e non ce la fa più. La verità l’ha detta nell’incidente probatorio. Alla fine ha prevalso lo scrupolo». Avetrana è stata «colpita nel cuore in una giornata d’agosto, alla controra, quando è accaduto un fatto che è di una atipicità unica».
Per il legale Sabrina ha ucciso e poi ha chiamato il padre: «Papà, papà, guarda che è successo». E Michele, «che non avrebbe saputo schiacciare una mosca, dice: ci penso io. Ma se avesse pensato in maniera totale oggi non saremmo qui». Secondo Corleto, Misseri «vuole bene a Sarah e non abbandona Sarah dall’inferno del pozzo dove lui stesso la depone»; avrebbe adempiuto a un «dovere criminale proveniente da una regìa assassina. Sabrina, invece, non solo uccide ma rileva una criminalità tendenziale. Uccide e dopo un secondo inizia la criminale attività di depistaggio. Un depistaggio che fa paura. E’ stata pervicace regista del branco della prova distorta che ha impedito l’attività dell’amministrazione della giustizia». 
Corleto ha ricordato le fiaccolate organizzate da Sabrina quando ancora non si sapeva che Sarah era stata uccisa. «L’assassina diventa la regista dalla intelligenza diabolica che si inserisce nel mondo dei media e trionfa». Anche Ivano Russo viene definito dal legale «un gigante dei depistaggi». Oggi parola anche agli avvocati Gentile e Biscotti, per conto di Concetta Serrano Spagnolo, madre della vittima: si va verso un maxi risarcimento.

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