08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca

Settimana Santa, guai a toccare i Riti


Settimana Santa “anticipata” quest’anno, con le gare che, in maniera inedita, si terranno già sabato prossimo.
A seguito della decisione dell’arcivescovo di lasciare alle celebrazioni religiose la domenica delle Palme, le Confraternite hanno dovuto rivedere i calendari, riconvocando le assemblee per l’aggiudicazione dei simboli delle processioni del Giovedì e Venerdì Santo. I confratelli del Carmine si riuniranno sabato nell’ex caserma Rossarol, alle 20.30; quelli dell’Addolorata (in molti sono iscritti ad entrambi i sodalizi) alle 19 al circolo sottufficiali. Data anticipata di una settimana, ma orari posticipati (rispetto alla prima convocazione) per premettere a chi lavora di liberarsi, essendo il giorno indicato da monsignor Santoro – il 16 marzo – un sabato. E mentre ci si appresta a vivere in anticipo il primo appuntamento con i Riti, resta in piedi il dibattito sul cambiamento chiesto dal vescovo alle confraternite. 
Per Nicola Mandese, della Casa del Libro, «Lo spostamento della data delle gare non comporta nulla. Hanno fatto troppo pantano, se l’arcivescovo ha deciso così si devono anticipare. Non sono d’accordo con chi rivendica il fatto che si è sempre fatto così». Ma la posizione cambia diametralmente quando si passa dalla variazione – l’unica per quest’anno – della data a quelle che ci potrebbero essere a fronte della ‘riforma’ chiesta da mons Santoro. 

«Le tradizioni devono rimanere così come sono. Le processioni si svolgono in tutto il mondo a Pasqua. La Settimana Santa è stata sempre il sigillo della nostra città, non si possono togliere i Riti di punto in bianco. Abbiamo le nostre congreghe, i nostri confratelli. L’arcivescovo dovrebbe lasciar fare alle confraternite quando si parla di sistemi da adottare. Ho sentito dire da un confratello che senza quei soldi non solo non si potrebbero fare le processioni, ma neanche la stessa chiesa del Carmine potrebbe mantenersi con le sole offerte che si raccolgono la domenica durante la Messa».
«Non va dimenticato poi – continua – che quei soldi servono a garantire i pasti alla mensa dei poveri, al mantenimento delle cappelle gentilizie, all’aiuto verso gli indigenti. Io credo che l’arcivescovo non dovrebbe entrare nel merito se non in presenza di una cosa non fatta bene. Forse si potrebbe ovviare con il sistema delle offerte a busta chiusa. Ma è da quando ero ragazzo che sentivo mio padre parlare delle gare, non si possono togliere. A mio modo di vedere, l’arcivescovo può dare qualche parere, qualche consiglio. Ma il metodo da seguire attiene alle confraternite, i soldi non è che servono ad altri scopi. D’accordo, l’arcivescovo è il capo della Diocesi, ma proprio per questo credo che dovrebbe intervenire solo nel caso in cui le congreghe facessero qualcosa di non corretto dal punto di vista religioso. Invece parliamo di un metodo che si perpetua da secoli… se ai tarantini tocchi la Settimana Santa succede la rivoluzione. E’ una cosa storica, non puoi intervenire. Per le Palme, e quindi sul fattore ‘data’ sono d’accordo. Ma su altre cose no. L’intervento ci dovrebbe essere solo se c’è qualcosa di grave. E visto che finora non hanno mai fatto male a nessuno. La Settimana Santa non va toccata».

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