Il fatto

​Uccise a coltellate l’ex suocero, arriva lo sconto di pena​

La decisione dei giudici di secondo grado

Cronaca
Taranto sabato 16 marzo 2019
di La Redazione
La Corte d'Appello di Taranto
La Corte d'Appello di Taranto © Tbs

Sconto di pena nel processo in Appello per Vito C., 33enne di Laterza condannato in primo grado a undici anni e quattro mesi per l’omicidio dell’ex suocero.

I giudici di secondo grado gli hanno inflitto una condanna a dieci anni e mezzo. Il procuratore generale aveva chiesto la confernma della pena. Vito C. è stato difeso dagli avvocati Egidio Albanese e Vanni Pizzulli. Il giovane nel 2012 accoltellò il padre della sua ex convivente minorenne, il quale morì un anno dopo l’aggressione. La sentenza in Appello per Vito C., che è stato condannato in primo grado dal gup con il rito abbreviato è arrivata nella serata di ieri. La sera del 18 agosto del 2012 il giovane accoltellò i genitori e uno zio della sua ex convivente, una 17enne con la quale poco prima aveva litigato.

Fu arrestato dai carabinieri per tentato omicidio e lesioni personali aggravate. I tre feriti furono ricoverati in prognosi riservata all’ospedale Ss. Annunziata. Il padre della ragazza fu colpito con diverse coltellate. Dopo lunghi ricoveri in ospedale morì il 14 settembre del 2013 al Miulli di Acquaviva delle Fonti. La sera del 18 agosto del 2012 la ex e una cugina si trovavano nel centro abitato di Laterza per assistere al concerto di una cantante napoletana quando Vit C. si avvicinò tentando con una scusa di attirare la ragazza in una strada isolata per chiarire vecchie questioni che erano state lasciate in sospeso. La giovane respinse l’invito e fu aggredita. La 17enne, impaurita, informò dell’accaduto i suoi genitori e uno zio, che la raggiunsero per prestarle soccorso e riaccompagnarla a casa.

Mentre percorrevano via Roma incontrarono il giovane che li accoltellò. I carabinieri successivamente rintracciarono e arrestarono il responsabile del ferimento. I familiari del padre della ragazza sono rappresentati dall’avvocato Maurizio Besio. Il pubblico ministero Maurizio Carbone nel processo di primo grado ha contestato a Vito C. anche il reato di lesioni personali gravi nei confronti dell’ex suocera e dello zio e il porto di coltello di genere vietato.

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