27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 16:59:00

Cronaca

Gare e Riti, incontro ‘blindato’ in Curia


Un incontro ‘blindato’ al quale sono ammessi solo i confratelli scelti per rapportarsi con il vescovo. Si è tenuta stamattina nella sede della Curia arcivescovile la tanto attesa riunione che ha visto a confronto una rappresentanza di confratelli del Carmine e dell’Addolorata direttamente con monsignor Santoro.

L’incontro è stato chiesto e ottenuto a seguito della volontà espressa dall’arcivescovo già nel suo messaggio di Quaresima di rivedere la modalità delle gare che tanta ‘perplessità’ suscitano all’indomani del Giorno delle Palme. E il “primo passo” -così l’ha definito il vescovo arrivato in riva ai due mari a gennaio del 2012 dal Brasile – è stato quello di spostare le gare, che già per questa edizione della Settimana Santa tarantina si terranno in maniera inedita sabato prossimo, 16 marzo, quindi con più di una settimana di anticipo rispetto alla data del 24 marzo, il giorno delle Palme appunto. Duecento anni di storia che si interrompono e una notizia che ha scatenato, come immaginabile, una serie di reazioni. Perché Taranto è la Settimana Santa. Perché il timore, magari anche non manifestato, ma comprensibilmente covato da chi ai Riti è legato da intere generazioni, resta quello che si possano stravolgere altri tasselli della tradizione.

I confratelli che nei giorni in cui mons Santoro era a Roma per l’addio al pontificato di Papa Ratzinger hanno incontrato il suo segretario ottenendo l’udienza, oggi sono tornati in arcivescovado. Nei giorni scorsi sono state raccolte delle firme per mettere nero su bianco la volontà di destinare gran parte del ricavato delle gare di quest’anno ad opere caritative. Stamattina l’incontro.

A palazzo arcivescovile “salgono” in quattro. I fotografi restano fuori, e subito dopo il colloquio non ci sono commenti. Il resoconto della giornata è rimandato ad un comunicato della Curia che però in tarda mattinata ancora non era arrivato. Quel che trapela è che i confratelli si sono trovati di fronte un vescovo apertissimo al dialogo, disposto a riprendere il discorso dopo Pasqua (come annunciato, allora si costituiranno dei gruppi di lavoro per le edizioni future dei Riti) e a discutere della questione con gli stessi ‘perdoni’ che delle processioni sono il simbolo e i protagonisti.

Da parte loro, i confratelli pare abbiano spiegato a mons Santoro i loro sentimenti, le loro ragioni: per loro l’unico metodo di aggiudicazione resta quello delle gare, perché è quello che è stato tramandato loro da generazioni. Spazio quindi a cambiamenti, ma purchè si tratti di sfumature, piccole variazioni che permettano comunque di mantenere in piedi secoli di storia.

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