La polemica

Ambientalisti contro Di Maio

Cronaca
Taranto martedì 16 aprile 2019
di La Redazione
Luigi Di Maio
Luigi Di Maio © Tbs

L’annunciato arrivo del ministro Di Maio a Taranto (24 aprile per il tavolo sul Contratto Istituzionale di Sviluppo) e le dichiarazioni dell’on. Giovanni Vianello contro gli «allarmisti» ha immediatamente suscitato la reazione dei gruppi ambientalisti. “Giustizia per Taranto” punge lo stesso deputato, ricordando a lui e al M5S «ciò che avrebbero potuto fare, una volta al Governo, e ciò che invece non hanno fatto».

L’elenco è lungo: «in fase di accordo con Mittal potevano richiedere la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario. Documento che sarebbe stato fondamentale e che, seppur non obbligatorio per le industrie siderurgiche, era assolutamente facoltà del governo chiedere comunque... Si potrebbe ancora richiedere la VIIAS, basterebbe un decreto legge ed il governo quantomeno riparerebbe al clamoroso danno fatto precedentemente. Oggi invece c’è semplicemente un disegno di legge per rendere obbligatoria la VIIAS anche alle aziende siderurgiche. Un disegno di legge che, però, giace dormiente e che, chiunque conosce le regole della politica, sa che rimarrà lì per secoli... quando, ripetiamo, basterebbe un semplice decreto legge.

Poi si ricorda che a presiedere l’Osservatorio per l’attuazione del Piano ambientale dell’Ilva di Taranto è Giuseppe Lo Presti, il cui nome - seppure mai indagato - viene accostato alle vicende della Tirreno Power di Vado Ligure. Poi c’è la questione dell’immunità penale: «Il decreto legge 01/2015 (il noto decreto “salva Ilva” del governo Renzi) prevede che l’immunità duri per un periodo non superiore ai 18 mesi dal DPCM che approva il piano ambientale ILVA. Il DPCM in questione è del 29 settembre 2017.

Tradotto: L’immunità e’ scaduta il 30 marzo 2019. Il governo poteva confermare questa scadenza attraverso una legge di interpretazione autentica. In ogni caso l’immunità potrebbe essere tolta con decreto legge in qualsiasi momento (ma loro, non sappiamo perché, ci stanno lavorando da mesi)». A proposito di decreti, al M5S viene rimproverato di non aver abrogato neppure uno dei 12 cosiddetti decreti salva Ilva. Così come al governo viene rimproverato di non procedere ai «rigidissimi monitoraggi» all’interno dello stabilimento.

Infine, sull’arrivo di Di Maio: «Temiamo però, che la sua visita possa essere blindata, negli uffici chiusi della Prefettura e senza risposte sul caso Ilva. Con lui e con tutti i parlamentari ionici vorremmo essere chiari: non basterà parlare di “riconversione economica” per placare le nostre angosce e zittire le nostre paure». Contro il ministro dello sviluppo anche il gruppo “Genitori tarantini”: «Il suo Movimento politico non rappresenta più i tarantini. Non li ha mai rappresentati. Anche i deputati e i senatori di questa terra eletti nelle vostre fila hanno venduto l’anima assoggettandosi all’inconsistente ruolo di zerbini al servizio di una politica più attenta alle logiche del profitto che alla salute e agli interessi dei cittadini. Per questo, come novelli Giuda, hanno tradito le promesse fatte in campagna elettorale». Per questo, Di Maio «non è gradito nella nostra città». Poi la buttano nella mitologia, con richiami a «Falanto lo spartano», e «agli dèi» che per Taranto avrebbero disegnato un destino di «bellezza« e non di «morte».

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