Cronaca

Miticoltori: “Ci avete rotto le cozze”


“Ci avete rotto le cozze”. Riprende lo slogan vergato sugli striscioni portati a Palazzo di città dai mitilicoltori tarantini l’associazione Le Sciaje che interviene a sostegno della categoria.

«Il 12 marzo scorso i mitilicoltori tarantini, stanchi di attendere invano risposte e soluzioni al grave problema della contaminazione da Pcb dei mitili nel primo seno del Mar Piccolo, hanno interrotto il Consiglio Comunale esigendo chiarimenti sullo spostamento della produzione in Mar Grande e sulla sorte della mitilicoltura stessa».

«Da ormai due anni» riassume l’associazione «la categoria sta vivendo una vera e propria tragedia, dovuta alla perdita di circa 8.500.000 euro per mancata vendita del prodotto e per la scarsa attenzione degli organi coinvolti nella risoluzione del problema. Lo scorso 28 febbraio è scaduto il termine entro il quale effettuare il trasferimento degli impianti dei mitilicoltori nella rada di Mar Grande, in una zona individuata già nel gennaio 2012. Ancora una volta la scadenza è tornata, puntuale, ma le istituzioni non sono state capaci di rispettarla, nonostante il forte rischio di far saltare anche il terzo anno di produzione».

Di qui l’esigenza di una proroga. «Nello stesso giorno, presso il Centro Ittico Tarantino, è stato presentato “Delfis”, il Tavolo di coordinamento delle Associazioni della filiera della Pesca e della Mitilicoltura. Nel frattempo, però, i mitilicoltori esasperati dai troppi ritardi, con l’irruzione nel Consiglio sono riusciti ad ottenere un tavolo tecnico con Governo, Regione, Asl ed enti preposti al controllo (o, meglio, questo è stato l’impegno assunto dal sindaco Stefàno che ha anche accennato alla volontà di fare pressing sulla Regione per quanto riguarda i contributi alla categoria, ndr)».

«Avendo come obiettivo principale la rivalutazione della risorsa-mare e delle attività piscatorie tarantine», l’Associazione Le Sciaje «non può che esprimere vicinanza, solidarietà e sostegno ai mitilicoltori. Non è ammissibile che a distanza di due anni dalla disposizione di blocco con decorrenza immediata del prelievo e della movimentazione dei mitili presenti nel I seno del Mar Piccolo non si sia fatto nulla di concreto per tutelare la mitilicoltura e appoggiare i mitilicoltori che da secoli, con passione e fatica, portano avanti un pezzo della storia tarantina. La molluschicoltura tarantina è infatti una delle componenti più radicate nell’economia ionica, oggi pesantemente colpita dalle conseguenze dell’inquinamento del Mar Piccolo, della malagestione e della scarsità di investimenti in ricerca e sviluppo. In un momento come questo, di grave crisi occupazionale e ambientale, le maggiori forze dovrebbero essere concentrate nella risoluzione del problema mitili e Mar Piccolo».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche