11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

Cronaca

Dichiarato il fallimento per la centrale del latte


I giudici non concedono il concordato e dichiarano il fallimento della Gealat, la società che gestisce la storica centale del latte di via Galeso al quartiere Tamburi. 

La notizia trapela tra l’incertezza dei sindacati e la preoccupazione degli operai.

Da oggi stop alla produzione. Gli impianti rimessi in moto non più tardi di due anni fa tornano a fermarsi nuovamente. Le prime difficoltà si sono registrate a dicembre scorso quando i fornitori reclamavano fatture insolute per circa un milione di euro.

Primi attriti e prime scosse.  Debiti su debiti che la società aveva pensato di garantire attraverso un concordato, ma è di ieri la decisione del Tribunale di dichiarare il fallimento. Una storia difficile quella della centrale che nel 2010 cominciò a traballare. Nella primavera di quell’anno la Parmalat si sfilò dalla società rinunciando ai 200 quintali di latte forniti dagli allevatori ionici e trattati nello stabilimento tarantino. Fu allora che venne dichiarata la volontà di istituire un marchio tutto tarantino per rilanciare la commercializzazione del latte di terra ionica. Ad ottobre di quell’anno la dichiarazione dei sindacati: “La Jonicalatte sta per chiudere”. Poi via alla cassa integrazione.

Un giro di nomi e di trattative affidarono alla Archita Finance Srl, una cordata di imprenditori tarantini, lo stabilimento. Acquistarono il 95% delle quote azionarie della Jonicalatte, poi diventata Gealat sotto la guida dell’amministratore Adamo Gentile.

La storia recente è fatta di declino. La ribellione dei fornitori ha riacceso i riflettori sull’azienda e sulle difficoltà economiche.

“Debiti di cui non abbiamo ancora contezza – ci conferma Mimmo Stasi dello Slai Cobas – e che ci preoccupano non poco perchè se i giudici hanno deciso per il fallimento vuol dire che i debiti sono tali e tanti da non poter essere garantiti nemmeno con il concordato”.

La palla passa nuovamente alla Provincia. L’assessore alle Politiche del Lavoro, Luciano De Gregorio sta pensando di convocare le parti già per la prossima settimana. “Quello che possiamo e dobbiamo fare – commenta è raccogliere le indicazioni che vengono offerte. Esiste una manifestazione di interesse da parte di Latte Perla di Matera e anche l’imprenditore Ghirardini si è già pronunciato in favore della Centrale del latte. Ma la cosa che più mi preoccupa è consegnare nella mani giuste questa attività. Ci deve cioè essere un piano industriale fattibile che porti al recupero dell’attività. Chi vende fumo perché vuole lucrare sui fallimenti si faccia da parte”.

La sua idea: offrire a tutti la possibilità di un sopralluogo materiale agli impianti per poi redigere il piano industriale su cui ragionare.
L’obiettivo deve essere comunque la ripresa delle attività per un’azienda storica e la conservazione dei livelli occupazionali. Appesi al filo della speranza ci sono 25 operai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche