25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca

“Centrale latte. fallimento per colpa dell’Ilva”


“A coloro che si ostinano a dichiarare quanto l’Ilva stia facendo per questa nostra Terra continuiamo a sottolineare i danni non solo contro la Vita e la Salute ma anche contro la nostra economia locale”.

Così il Comitato Donne per Taranto. “Dopo l’abbattimento di migliaia di ovi-caprini e la distruzione di tonnellate di cozze del primo seno del mar piccolo, con la conseguente messa sul lastrico di allevatori e mitilicoltori, oggi un’altra notizia che non dovrebbe lasciare indifferenti noi tarantini: la chiusura della Centrale del latte. Vogliamo ricordare che a novembre 2012 la stessa azienda aveva annunciato azioni legali contro l’Ilva. Secondo la Centrale tutto il comparto agroalimentare subiva conseguenze, sul piano economico a causa della vicinanza all’acciaieria, e ne denunciava pesanti riflessi negativi”.

“L’accusa era duplice: sia nei confronti del siderurgico che continuava a inquinare, sia delle autorità locali che non controllavano lo stato dell’ambiente. Così quella che si creava all’esterno era un’immagine negativa dei prodotti alimentari tarantini riducendone vendite e proventi. I dipendenti denunciavano che il suo fatturato in soli 6 mesi fosse regredito del 50%, con fornitori che davano disdetta di contrattii. A distanza di un anno sembra non potersi risolvere una situazione di difficoltà produttiva e i giudici dichiarano il fallimento della Gealat, la società che gestisce dal maggio 2011 la storica centrale del latte. E così perdiamo un altro pezzo della storia tarantina un altro pezzo della nostra economia locale. Cosa dire: grazie Ilva! Grazie politici locali e grazie governo che continuano a fare di questa Terra una Terra di conquista da sacrificare e da sfruttare; ma a questo punto anche grazie a tutti i tarantini che ancora si ostinano a difendere una azienda che sta facendo terra bruciata intorno a noi, alle nostre Vite alla nostra economia. Ci chiediamo con un pizzico di rabbia e di rammarico: quando i tarantini capiranno che è ora di cambiare pagina!?”.

C’è comunque molto fermento nel fronte ambientalista, anche in previsione della manifestazione contro l’inquinamento del prossimo 7 aprile. In una nota congiunta, Fondo Antidiossina e Peacelink scrivono che “nei giorni scorsi, l’Arpa Puglia ha dichiarato che l’applicazione dell’Aia non risulta applicata in diversi punti. Adesso, veniamo a sapere che anche l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), nella recentissima relazione di sei pagine, documenta altre gravi inadempienze delle prescrizioni Aia. I tecnici dell’Ispra, che hanno ispezionato l’Ilva nei giorni 5-6-7 marzo 2013, segnalano la mancanza di numerosi interventi, le cui attuazioni risultano differite rispetto alle prescrizioni e comunicano, altresì, di aver accertato talune violazioni dei limiti emissivi prescritti. Il documento è stato trasmesso il 12 marzo al ministero dell’Ambiente, il cui ministro Corrado Clini, molto stranamente, ha pubblicamente affermato che “al momento non risultano inadempienze” da parte dell’Ilva nella attuazione delle prescrizioni stabilite dall’Autorizzazione integrata ambientale”.

Su questo stesso tema, il Comitato Legam-jonici terrà una conferenza stampa martedì: “Il Ministero non riscontra inottemperanze, ma la realtà è differente, spiegheremo perché”.

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