«Non sono trascorse nemmeno 48 ore dall’incontro consumato nello stabilimento di Taranto dalle organizzazioni sindacali con i vertici di ArcelorMittal, sulla decisione di fermare Acciaieria 1 e marciare a pieno regime con l’Acciaieria 2, ed ecco emergere le prime criticità” dichiara Biagio Prisciano, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi.

E stamattina gli impianti dell’Acciaieria 2 hanno messo in mostra le criticità.  «Da tempo – rileva Prisciano – dichiariamo che gli impianti all’interno dello stabilimento necessitano di manutenzioni ordinarie e straordinarie. Così come diciamo che l’azienda deve programmare in maniera capillare, con interventi specifici. I fatti, ancora una volta, ci danno ragione. Basti pensare a quanto avvenuto oggi nella stessa Acciaieria 2, dove si è verificato un problema al convertitore n.1 con il cedimento del cono all’impianto trattamento gas, “IDF”».

La Fim Cisl ribadisce la propria contrarietà alla decisione aziendale, in quanto «ad oggi  – aggiunge Biagio Prisciano – tra l’altro, non siamo in presenza di un piano industriale condiviso con le organizzazioni sindacali ed il governo; il futuro, quindi, rimane nell’accordo sindacale del 6 settembre 2018, che rappresenta l’unica strada certa per coniugare temi fondamentali come Ambiente, Salute e Occupazione”.

 

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