27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 16:59:00

Cronaca

Rugiada: “Vogliamo acquistare”.


TARANTO – Macchine spente alla centrale del latte, si tratta per rimetterle in funzione. Il tribunale ha dichiarato il fallimento per la Gealat che gestiva la fabbrica del quartiere Tamburi. Stamattina presso l’assessorato provinciale al Lavoro i sindacati hanno incontrato i rappresentanti di Latte Rugiada e Meridiana Agri. La cordata di imprenditori materani che già alcuni mesi fa aveva manifestato interesse ad acquistare la centrale del latte di Taranto. Davanti ai sindacati il gruppo Sguicciarini/Lanzone ha confermato la volontà di acquistare lo stabilimento, ma prima chiede di verificarne il funzionamento degli impianti. Sollecita, infatti, un sopralluogo che presto sarà richiesto al curatore fallimentare. Dai sindacati è cautela.

Il loro principale obiettivo è garantire i livello occupazionali. Nella fabbrica del latte ci sono 22 operai in cassa integrazione ordinaria in scadenza l’8 aprile. “Si deve far presto” commentano le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil. All’incontro di stamattina hanno preso parte Antonio Castellucci della Fai Cisl (primo a sinistra nella foto); l’assessore provinciale Luciano De Gregorio (a seguire nella foto); Cosimo Stasi della Flai Cisl e Antonio Trenta della Uila Uil. “Ci fa piacere che ci sia la conferma da parte del gruppo materano – commenta Stasi – ma esiste la necessità di capire se ci sono le condizioni per portare avanti questo progetto e soprattutto se esistono ammortizzatori sociali per gli operai che, vorrei sottolinearlo, hanno acquisito una professionalità trentennale e che, chiunque voglia acquistare la centrale del latte, dovrà tenere in debito conto”. “Ci serve indubbiamente un piano credibile” aggiunge Castellucci “perchè, purtroppo, negli anni questo territorio ci ha abituato a progetti faraonici rimasti poi sulla carta”. “Quello di stamattina – conclude l’assessore De Gregorio – è stato un incontro avviato per aprire le consultazioni. E’ chiaro che l’intenzione è quella di fare sistema per dare un futuro a questa azienda storica per la città di Taranto”. Una fabbrica entrata in crisi tre anni fa e verso la quale esistono anche altre manifestazioni di interesse. La cooperativa Zootecnica Jonica, primi creditori nei confronti della Gealat, già alcuni mesi fa aveva dichiarato la disponibilità degli allevatori ad acquistare gli impianti. “E su questa linea andremo avanti sostenuti anche dal neo assessore regionale Nardoni” ci conferma Aldo De Sario, direttore della Coldiretti di cui fa parte la coop. Sullo sfondo anche l’imprenditore bresciano Ghirardini che, dopo la Borsci, vorrebbe acquistare anche la centrale del latte e la cantina di Locorotondo. “Ben vengano queste proposte – commenta Trenta – l’importante è rimettere in moto quanto prima gli impianti perchè il latte è un prodotto fresco e si rischia di perdere fette di mercato”. “Sono amareggiato per l’assenza delle aziende locali” aggiunge Stasi “perché ancora una volta Taranto è terra di conquista degli stranieri”. Ma su tutti vige lo spettro dell’asta. Si perchè spetta alla curatela decidere le sorti della centrale.

M.D.B.

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