14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 14:54:24

Cronaca

Bilancio Amiu 2011, dirigente svela il mistero


TARANTO, 16/10/04 MEZZO IN INGRESSO SEDE AMIU TARANTO

TARANTO – «Se non saranno attuate con immediatezza azioni fino ad oggi solo programmaticamente enunciate, se non ci sarà un forte segno di discontinuità con il passato, la continuità aziendale potrebbe venire meno». No, non è il passaggio di un intervento scritto da un consigliere comunale d’opposizione. Si tratta, invece, della nota che chiude la relazione stilata dall’ex dirigente amministrativo dell’Amiu Francesco Quaranta Cassano. Il documento è datato 31 agosto 2012 e riporta in calce la firma del dirigente a quel tempo in carica. Tre pagine, densamente scritte, per esprimere il suo giudizio sul bilancio 2011, approvato qualche mese prima dai vertici dell’azienda che si occupa dell’igiene e del decoro urbano.

Quel bilancio si è chiuso con un utile di 249.732 euro. Ma scorrendo la relazione del dott. Quaranta Cassano è possibile evincere “elementi straordinari”. «Il risultato positivo dell’esercizio 2011 è determinato da due elementi: innanzitutto dalla rilevazione di imposte anticipate per 1.023.271 euro, che si è resa possibile solo grazie ad una modifica della normativa fiscale che ha eliminato il vincolo temporale (di 5 anni) all’utilizzo delle perdite fiscali. Questo ha reso possibile la rilevazione di componenti positivi non solo a fronte delle perdite fiscali realizzate nell’esercizio, ma anche delle perdite realizzate negli esercizi precedenti. Senza scendere in eccessivi dettagli tecnici è necessario rilevare che il credito per imposte anticipate, iscritto in bilancio per 2.335.708 euro, è, a differenza degli altri crediti, un credito che la società ha, possiamo dire semplificando, verso se stessa e che potrà essere “riscosso” solo a condizione che si realizzino in futuro utili tassabili. Altrimenti, in assenza di utili, il credito rimarrà una semplice osta contabile non fruibile». Altro elemento “straordinario” «l’abbattimento per 5.420.057 euro del fondo rischi stanziato negli esercizi precedenti per fronteggiare il rischio di soccombenza nei diversi contenziosi fiscali in corso». Secondo quanto ha specificato ad agosto il dirigente amministrativo dell’Amiu «appare evidente che, depurando il bilancio da questi elementi straordinari ed eccezionali, l’esercizio avrebbe chiuso con un risultato negativo di circa 6.200.000 euro, acuendo il pesante trend negativo già evidenziato negli ultimi esercizi». In pratica, secondo Francesco Quaranta Cassano il bilancio è stato chiuso in attivo nonostante un passivo di 6,2 milioni di euro. L’attuale situazione debitoria dell’Amiu (che secondo l’amministratore delegato Pucci ammonterebbe a circa 30milioni di euro; secondo il consigliere del Pdl Giampaolo Vietri a 44milioni di euro) si evince soprattutto guardando le voci riguardanti i versamenti dei contributi ai lavoratori. Nell’edizione di martedì 5 marzo di Taranto Buonasera, abbiamo pubblicato una nota a firma del dirigente comunale all’Ambiente Alessandro De Roma (al momento in aspettativa, ndr) che metteva in guarda il sindaco circa l’assenza del Durc (Documento unico di regolarità contributiva). La relazione del dirigente amministrativo dell’Amiu Quaranta Cassano si sofferma anche su questo aspetto. «La società oggi (il documento, come detto, è datato 31 agosto 2012) non è in grado di far fronte con regolarità ai propri debiti, così che, con sempre maggior frequenza, si è reso necessario posticipare pagamenti, anche di natura ordinaria come quelli degli stipendi e dei fornitori abituali. In alcuni casi i pagamenti non sono proprio stati effettuati, come quelli relativi alle imposte degli ultimi anni (Irap, Ici e Imu) e ai contributi previdenziali a carico dell’azienda, con immaginabili conseguenze in termini di oneri per sanzioni ed interessi». Quindi la situazione debitoria riguardante i contributi. Si tratta di dati che fotografano la situazione al 31 dicembre del 2011 «la società è arrivata a maturare un debito verso l’Inpdap pari a 16.176.281 euro. E evidente – mette in guarda il dirigente – come il protrarsi di tale situazione potrebbe condurre a una situazione di manifesta insolvenza». In chiusura c’è anche spazio per quello che sembra essere un commento ironico. «In relazione al risultato positivo del bilancio al 31 dicembre 2011, si può concludere che la società non è in grado di sopportare un’altra “vittoria” come questa. In tal senso è eloquente la Relazione della società di Revisione che ha ritenuto di non soffermarsi su aspetti tecnici contingenti, quali l’aliquota applicata per l’ammortamento dell’impianto di termovalorizzazione, in relazione alla vita residua stimata, o all’appostazione o meno in bilancio di un fondo rischi a fronte del contenzioso in corso, per porre con forza l’attenzione su un unico punto essenziale e cioè quello della continuità aziendale. Perché – conclude il dott. Francesco Quaranta Cassano – è questo il vero aspetto focale che emerge dal bilancio 2011. Se non saranno attuate con immediatezza azioni fino ad oggi solo programmaticamente enunciate, se non ci sarà un forte segno di discontinuità con il passato, è la stessa continuità aziendale che potrebbe venire meno».

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