31 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 31 Ottobre 2020 alle 15:37:55

Cronaca

L’Amiu si ferma per l’assemblea sui debiti


TARANTO – C’è chi vorrebbe scioperare, chi vorrebbe protestare sotto Palazzo di Città ma anche chi si mantiene su posizioni concilianti. Ma una cosa è certa: i lavoratori dell’Amiu non rimarranno a guardare.

E’ andata in scena questa mattina, presso l’auditorium della chiesa Santa Famiglia, alla Salinella, l’assemblea dei lavoratori dell’Amiu. Al centro dell’incontro, al quale ha preso parte buona parte del Consiglio comunale, la situazione debitoria dell’azienda che si occupa dell’igiene e del decoro urbano.

A lanciare l’allarme (solo l’ultimo in ordine di tempo) è stato, qualche settimana fa, il dirigente all’Ambiente (al momento in aspettativa) Alessandro De Roma, che ha messo in luce l’assenza del Documento Unico di Regolarità Contabile, a seguito della richiesta, da parte dell’Amiu, di una anticipazione dei fondi che mensilmente il Comune versa all’azienda. L’assenza del Durc ha acclarato, semmai ce ne fosse bisogno, la situazione debitoria nei confronti dell’Inpdap.

L’Amiu, infatti, non verserebbe da anni i contributi ai lavoratori. Secondo l’amministratore delegato Gino Pucci i debiti ammonterebbero a circa 30 milioni di euro. Ma in molti, soprattutto i consiglieri comunali d’opposizione Dante Capriulo e Giampaolo Vietri, hanno messo in evidenza che, leggendo il bilancio del 2011, i debiti sarebbero di circa 44 milioni di euro.

Oggi, l’Amiu si è fermata per quattro ore. I dipendenti ed i rappresentanti sindacali hanno cercato di fare il punto della situazione. Ad ascoltarli c’erano i consiglieri comunali, sia di opposizione, che di maggioranza). A questi ultimi, il sindaco Stefàno ha chiesto di trovare una “via d’uscita” suscitando non poche polemiche. In quell’auditorium, sempre stamattina, si è riunita anche la commissione consiliare Garanzia e Controllo.

Sono più di seicento i dipendenti dell’Amiu che, da qualche settimana a questa parte, vivono con il fiato sospeso. Ad essere messa in discussione è la “continuità aziendale”, tirata in ballo dai Revisori dei conti nel parere rilasciato sul bilancio 2011. I tecnici, così come l’allora dirigente amministrativo Francesco Quaranta Cassano, leggendo i numeri hanno valutato la situazione dell’Amiu.

«Se non saranno attuate con immediatezza azioni fino ad oggi solo programmaticamente enunciate – si legge nella relazione di Cassano, da noi pubblicata nell’edizione di ieri – se non ci sarà un forte segno di discontinuità con il passato, è la stessa continuità aziendale che potrebbe venire meno».

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