23 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 19:48:24

Cronaca

Processo Scazzi, “Quei testimoni mentono”


“In questo processo chiunque ha detto cose in contrasto con la tesi accusatoria è stato tacciato di falso, mentre ben altri testi non hanno detto la verità e sono passati per super testimoni”. Parole pesantissime, quelle risuonate oggi in Assise e pronunciate dall’avv. Franco De Jaco, uno dei difensori di Cosima Serrano, nella sua arringa al processo per l’omicidio di Sarah Scazzi.

Cosima, come è noto, è accusata, insieme alla figlia Sabrina, di omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere. Per entrambe è stato chiesto l’ergastolo.

“Quanto è avvenuto in questo processo non ha dimostrato assolutamente il coinvolgimento di Cosima Serrano nell’omicidio, tanto che la Procura ha dedicato alla sua figura pochi passi in relazione al presunto sogno del fioraio”, ha sottolineato De Jaco. “Perchè, ad esempio – ha aggiunto criticando l’operato della Procura – quando si è accertato che Sarah, uscita da casa, era arrivata in quella dei Misseri, non è stata sequestrata l’abitazione dei Misseri?”.

“L’unica prova evidente nel processo l’ha data Michele Misseri, che ha fatto trovare il cadavere. E’ lui l’assassino e lo ha ripetuto” ha aggiunto De Jaco. Contestando la tesi della Procura, il legale ha aggiunto: “La sera prima dell’omicidio, il 25 agosto 2010, non c’è stato alcun litigio tra Sabrina Misseri e Sarah Scazzi. Altrimenti, perchè la mattina dopo, già alle 8, Sarah esce da casa e va da Sabrina, se fosse stata realmente offesa?”.

Anche ieri altre ‘bordate’ erano arrivate all’indirizzo della Procura. “Lo dico con rispetto, ma in questa inchiesta il pubblico ministero ha avuto paura a fare delle scelte. Con tutte queste schegge di indizi il rischio è quello di trovarsi di fronte a contraddizioni macroscopiche” ha detto l’avvocato Lorenzo Bullo, il difensore di Carmine Misseri, fratello di Michele, nella sua arringa. Il suo assistito è imputato di concorso in soppressione di cadavere perchè, secondo l’accusa, ha partecipato e aiutato il fratello nell’occultamento del cadavere della vittima.

La Procura ha chiesto una pena di 8 anni di reclusione, unitamente all’altro presunto complice, Cosimo Cosma, nipote di Michele. “Manco dalla zona del pozzo da 34-35 anni. Da bambino ci ho abitato ma non me lo ricordo”. E’ una intercettazione ambientale citata da Bullo. La frase si riferisce a un colloquio tra Carmine e la moglie Lucia Pichierri che gli chiedeva proprio se avesse conosciuto l’area nella quale venne seppellito il cadavere della ragazzina. Il difensore si è soffermato su un’altra frase registrata durante un colloquio tra marito e moglie che, secondo la Procura, incastrerebbe anche Cosimo Cosma, imputato come Carmine di concorso in soppressione di cadavere (“Cosimo Cosma ha aiutato a gettare la bambina nel pozzo”).

L’avvocato Bullo ha affermato che non si è trattato di una confessione ma che “è evidente che stanno commentando una notizia dei giornali visto che da poco c’era stato l’interrogatorio di Cosimo Cosma”. “Restituite dignità a Carmine Misseri che ha già pagato una pena enorme. Qualunque sia la sua sorte processuale, come Michele è passato per il becchino di Avetrana, lui passerà come il becchino di Manduria”, ha detto ancora Bullo. “Non c’è niente nelle intercettazioni per cui si possa dire che Cosimo Cosma e la moglie si sono assunti qualsiasi responsabilità su quello che è successo” ha detto invece l’avvocato Serena Missere, uno dei legali di Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri.

“Questo è un processo del nulla, nel senso che nulla è stato raggiunto. Non c’è una verità provata” le parole dell’avvocato Raffaele Missere, uno dei legali di Cosimo Cosma. “Prendo atto dell’impegno e dei sacrifici dell’ufficio della Procura per giungere alla verità – ha aggiunto – ma purtroppo non l’ha raggiunta”. Raffaele Missere ha chiesto alla Corte “che in camera di consiglio tutte le intercettazioni ambientali e telefoniche siano ritenute inutilizzabili perché effettuate in violazioni di legge. In questo processo la sola verità è che una bambina è stata uccisa e chiede dall’aldilà che in quest’aula si faccia giustizia. Ma non si sa chi l’ha uccisa, come è stata uccisa e come è morta”.

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