27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 17:59:00

Cronaca

Polveri, colore contro l’inquinamento


Dal quartiere simbolo dell’inquinamento al pendio di San Domenico. Quest’anno i Riti si caricano di un significato particolare. Il manifesto scelto dalla confraternita dell’Addolorata, nelle intenzioni del suo autore, vuole essere anche una testimonianza della battaglia a favore dell’ambiente. 

Lui è Giuseppe Buzzerio, classe 1983. Disegna fin da bambino. La sua palestra è stata il liceo artistico di Taranto, poi l’Accademia di Belle arti a Perugia dove tutt’ora vive e lavora.

E’ lui stesso a spiegare il significato dell’opera alla quale è affidato il compito di esprimere graficamente il pellegrinaggio della Madonna in cerca di suo Figlio.

«Ho aggiunto al colore polveri inquinanti raccolte dalla facciata del mio palazzo situato al rione Tamburi e da altre zone del quartiere come simbolo di denuncia per una città che non può e non deve rassegnarsi».

Il volto espressivo della Madonna campeggia in primo piano, il cuore trafitto nella mano sinistra (dettaglio che differenzia la statua che esce il Giovedì Santo dalla chiesa di San Domenico da quella della processione dei Misteri); sullo sfondo il pendio di San Domenico e la figura stilizzata di un confratello dell’Addolorata: «Questa mia creazione artistica si intitola “l’impressione Espressionista” ed è il frutto della passione per l’arte e l’amore che provo per la mia città e per le tradizioni. Nei simboli della processione dell’Addolorata ho creato una composizione di figure adoperando i pastelli colorati con un linguaggio pittorico impressionista, fatta dall’uso del colore e della luce. Il colore e la luce sono gli elementi principali della visione. Il mio intento sta nell’evitare al minimo la perdita di luce riflessa, così da dare al mio lavoro la stessa intensità visiva che si ottiene da una percezione diretta della realtà. Per far ciò ho adottato diverse tecniche: ho utilizzato solo colori puri; ho accostato colori complementari per esaltare la sensazione luminosa; non ho usato mai il nero; ho colorato anche le ombre e aggiunto polveri inquinanti raccolte nel quartiere Tamburi».

«Dobbiamo capire che siamo troppo importanti e fortunati per essere nati in una città ricca di storia e paesaggisticamente stupenda. Partecipare al concorso mi ha onorato di contribuire alla valorizzazione e alla crescita culturale della mia città» ha dichiarato l’artista. Insomma, un manifesto che si fa denuncia e che vuole veicolare l’invito a non rassegnarsi all’inquinamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche