26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca

Confcommercio, porta a porta tra i negozi


TARANTO – A passeggio tra i negozi del centro. Ma lo shopping non c’entra (almeno in senso stretto). A fare il giro di via di Palma, via D’Aquino e dintorni ieri sera è stata la delegazione Borgo di Confcommercio con in testa il presidente Leonardo Giangrande.

Un’iniziativa, come ha spiegato Giangrande, che, nel segno della partecipazione, è servita in primo luogo a presentare il nuovo team della delegazione eletta da qualche settimana.

 

“Una squadra di giovani pronti a mettersi in gioco, un bel segnale. La partecipazione è stata alta e l’iniziativa è stata apprezzata” il commento del presidente Giangrande che è stato accompagnato dal direttivo e dalla presidente della delegazione Floriana de Gennaro. “Ho sempre creduto nel contatto diretto, non mi interessa stare in poltrona, non è questo il nostro ruolo. La nostra associazione è organizzata in sedi periferiche e delegazioni”.

 

“I problemi? Sono quelli che noi stessi abbiamo denunciato e che i negozianti condividono con noi”. La sintesi è in quelle locandine con lo sfondo nero che, affisse più di un anno fa, ancora campeggiano in diverse vetrine. “Abbiamo scelto la strada della responsabilità” ha ricordato Giangrande con riferimento al pressing nei confronti del Comune in fatto di servizi. “Sui parcheggi il sindaco ci ha incontrato un mese fa dicendoci di condividere le nostre ragioni. Ieri la polizia municipale mi ha fatto sapere che stanno lavorando per cercare nuovi posti auto. Ma ora ci aspettiamo segnali. Abbiamo finalmente l‘assessore alle attività produttive. Ma, lo ribadiamo, il tempo è scaduto, per tutti”.

C’è un messaggio preciso che il presidente provinciale di Confcommercio ha voluto lanciare: “All’amministrazione chiediamo di allentare la pressione fiscale. Abbiamo una tassazione molto alta, sopportiamo ancora il peso del dissesto con le aliquote al massimo. Mi riferisco alla Tarsu , all’Imu al massimo e alla Tosap. Al Comune chiediamo un atto di indirizzo che serva ad allentare la pressione fiscale perché non ce la facciamo più. E’ un atto dovuto per quelle imprese che per cinque anni hanno sopportato sacrifici anche in termini di chiusure”. La nota dolente è proprio questa, un centro che si sta spegnendo come le insegne che non ci sono più.

La delegazione è stata sul posto: “in via principe Amedeo la situazione è allucinante. Abbiamo contato moltissime saracinesche abbassate dove ieri c’erano vetrine e luce. Il Borgo rischia la desertificazione. Il centro viene abbandonato, la popolazione invecchia. La chiusura di negozi si ripercuote sui servizi, di questo passo sarà il comune a doversi impegnare per fare in modo che i negozi restino aperti, perché i negozi chiusi vogliono dire anche meno servizi per i cittadini”.

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