16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 00:33:00

Cronaca

Bondi supercommissario dell’Ilva


TARANTO – Dopo il prefetto Bruno Ferrante, un altro ‘uomo nuovo’, dal profilo (anche) istituzionale, per l’Ilva di Taranto: Enrico Bondi. L’indiscrezione, ghiotta, è lanciata da Il Sole24Ore, quotidiano di Confindustria, in un servizio targato Milano sullo ‘stato di salute’ dell’acciaio italiano. Scrivono Carlo Festa e Matteo Meneghello: “Nella vicenda Ilva di Taranto si profila l’ingresso sulla scena del manager Enrico Bondi, l’ex supercommissario alla ‘spending review’ del governo Monti. Secondo indiscrezioni Bondi sarebbe stato contattato dalla famiglia Riva e dal presidente del gruppo Bruno Ferrante.

A Bondi – che, contattato dal Sole 24 Ore, ha risposto ‘no comment’ – sarebbe stato proposto di assumere la guida dell’azienda in questa fase d’incertezza per il rilancio del gruppo e per le sorti degli azionisti, visto che l’ex presidente Nicola Riva è agli arresti domiciliari dal 26 luglio. I Riva, che tramite un loro portavoce preferiscono non commentare l’indiscrezione, avrebbero aperto un tavolo di discussione con il super-manager”. Ci sarebbe una sponda tecnico-politica: “L’ipotesi Bondi, secondo quanto risulta a fonti vicine al Governo, non dispiacerebbe inoltre al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera”. Uno degli uomini più potenti d’Italia, Passera, dominus in passato e ancora oggi molto vicino ad Intesa Sanpaolo, una tra le banche che più hanno finanziato e sono esposti con il Gruppo Riva, ed in corsa – con poche chance – per un premierato di transizione, nell’ingarbugliatissimo panorama post-elettorale. Sullo sfondo resta la madre di tutte le battaglie giudiziarie sul siderurgico: quella che si terrà il 9 aprile alla Consulta, sulla legittimità costituzionale della legge ‘Salva Ilva’, architrave della dottrina Monti-Clini-Passera per evitare la chiusura dello stabilimento tarantino. Due giorni prima, domenica 7, è in programma una manifestazione ambientalista che si snoderà nel capoluogo ionico. Ieri, sul caso Taranto, si è espressa anche l’Unione Europea, tramite il presidente dell’Europarlamento, il socialista tedesco Martin Schulz: “La contaminazione è inaccettabile ed i responsabili devono pagare per le loro colpe”, ma le chiusure non sono una soluzione, perchè l’Europa “ha bisogno di una politica industriale” e “non bisogna contrapporre gli interessi ambientali alla produzione industriale”. Giovanni Di Meo

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