14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 14:54:24

Cronaca

Arsenale, i sindacati. Basta coi tempi biblici


TARANTO – Il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi, in visita all’Arsenale di Taranto.

I sindacati hanno colto l’occasione al volo e, mercoledì, hanno raccolto ed elencato le rivendicazioni inerenti lo stabilimento tarantino. Così il coordinatore Flp Difesa Interregionale Sud-Est, Pasquale Baldari, nel corso del suo intervento alla riunione tenuta nella ex Sala a Tracciare dell’Arsenale di Taranto.

“La Flp Difesa consapevole del progetto generale di riordino del Ministero Difesa derivante dalla “Spending review” e dalla “legge delega per il riordino dello strumento militare”, atto a riequilibrare le spese di esercizio, del personale e quelle per gli investimenti, ritiene che lo stesso debba essere accompagnato da una serrata politica di lotta contro gli sprechi e da un vero e più proficuo coinvolgimento delle parti sociali a tutti i livelli sindacali, che nel processo di riforma del Ministero e nel particolare, che la Marina vuole attuare, sono state spesso marginalizzate”.

Baldari ha chiarito: “Il processo di riordino della Forza Armata nell’ambito di un riordino più generalizzato del Ministero Difesa, non può essere realizzato solo con una riduzione numerica degli organici dei civili nel tempo, ma deve comunque essere accompagnato da una politica di assunzioni, mirata a sostenere soprattutto gli enti a diretto supporto della flotta (l’Arsenale Ta, il costituendo nuovo Comando Maristanav); dalla reinternalizzazione dei servizi; dalla formazione del personale. I nuovi modelli organizzativi della Marina – secondo la Flp Difesa – per quanto riguarda la ridistribuzione degli organici del personale civile, devono necessariamente tener conto anche delle priorità ed esigenze operative assegnate ai vari territori, nel particolare dell’area di Taranto e Brindisi, prevedendo adeguato e proporzionato turn over del personale civile in linea con le esigenze di funzionamento degli enti, superando i limiti imposti dalle dotazioni organiche regionali”. In tale contesto, la federazione ha segnalato “la particolare sofferenza in cui versa l’Arsenale militare di Taranto ed il forte malessere e preoccupazione del personale”.

Inoltre “I tempi di ammodernamento dello Stabilimento non possono essere biblici, come invece lo sono diventati, visto che non si riesce a chiudere almeno un cantiere dopo circa 6 anni di lavori. La necessità di una maggiore attenzione a questo progetto di ammodernamento, attraverso anche una più accorta gestione di tutta la fase realizzativa, in modo da ridurre ulteriormente le situazioni di rischio che si sono manifestate e che si manifestano nello stabilimento”. In sostanza, per la Flp Difesa “è divenuta ormai indispensabile la concretizzazione di un piano mirato di assunzioni per l’Arsenale tarantino, anche in deroga alle leggi vigenti, atto a ripianare le professionalità tecniche (ex motoristi, gruisti, palombari ) indispensabili per i fini istituzionali dello Stabilimento”.

Così come “fondamentale e urgente è divenuta la realizzazione di un piano di formazione ed aggiornamento del personale civile, anche straordinario, atto ad accompagnare il progressivo processo di rinnovamento della flotta. Altrettanto importante, è l’adozione di una politica di reinternalizzazione dei servizi”. Su tutte, c’è la richiesta di un piano di finanziamento adeguato “atto ad accompagnare la realizzazione degli obiettivi indicati”.

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