13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

Cronaca

La sorella del marò tarantino: “Sono svuotata”


TARANTO – Un messaggio nella bottiglia ‘virtuale’ di Facebook. “Sono svuotata, non ho parole!”. A scrivere è Franca Latorre, sorella del marò tarantino Massimiliano, sul proprio profilo.

Ovviamente, si parla della sconcertante decisione delle autorità italiane di disporre il rientro in India dei fucilieri; con Latorre, anche il barese Salvatore Girone.

Una vergogna per l’Italia, che ha praticamente abbandonato i due militari. Non c’è bisogno di essere militaristi, o innamorati delle ‘stellette’, per bollare in questa maniera l’ultimo atto del morente governo guidato da Mario Monti.

Questa notte, poco dopo la partenza di suo fratello per l’India, Franca ha scritto: “Alla luce di quanto accaduto nelle ultime ore, e per continuare a condividere informazioni sui nostri marò, abbiamo deciso di riaprire il gruppo le famiglie dei Marò: iscrivetevi e condividete”.

Tanti, tantissimi i commenti al post. Tutti molto chiari. C’è chi invita tutti i parenti di Latorre ad avere “tanta forza e coraggio” e a “combattere fino in fondo questa battaglia che ora ci vede da soli”; ma anche chi grida al governo italiano di essersi macchiato di una “vergogna nazionale”. “Uno Stato che vende i suoi militari, non merita la loro fedeltà: Vergogna” è un altro dei messaggi. 

“Non possiamo e non vogliamo dire niente. E’ una cosa troppo grande. Come volete che stiamo? Morale zero”, quanto dichiarato ieri al telefono dai familiari di Latorre prima di chiudersi in un comprensibile silenzio.

“Non li mandiamo allo sbaraglio e non mi dimetto” la piccata reazione alle critiche del ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Santagata, il grande imputato per la gestione di una vicenda che, scoppiata a febbraio 2012 con l’uccisione di due pescatori indiani che i marò, di scorta ad una petroliera italiana in Kerala, avrebbero scambiato per pirati, è lontanissima da una soluzione.

Pesa l’annuncio di Terzi (“Non li ridaremo all’India”, durante il permesso elettorale concesso ai due militari) a cui è seguito un braccio di ferro diplomatico clamorosamente perso, con la retromarcia di ieri e, quindi, la partenza di Latorre e Girone verso New Delhi.

Sempre su Facebook il sindaco di Bari, Michele Emiliano, scrive: “Facciamo tutti una promessa a questo punto, tutti noi italiani, che non li lasceremo soli fino a che non torneranno in Italia per essere giudicati dal loro giudice naturale che è il Tribunale Militare di Roma”. Silenzio, almeno per ora, da Ippazio Stefàno, sindaco di Taranto.

Ieri il presidente della Repubblica, Napolitano, “ha avuto una conversazione telefonica Massimiliano Latorre nel corso della quale ha espresso a lui e al suo collega Salvatore Girone l’apprezzamento per il senso di responsabilità con cui hanno accolto la decisione del governo e ha assicurato loro la massima vicinanza nel percorso che li attende con l’augurio di un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni”. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale.

Esponenti del Pd e del Pdl hanno chiesto al governo di riferire in Parlamento sul caso. E, mentre in India di esulta, il ministro della Giustizia Severino dice che «ho un solo compito, quello di ottenere che sia riconosciuto un livello di garanzia tale da assicurare loro un giusto processo».
Le parole migliori, forse, sono quelle pronunciate da Michele Girone, 10 anni, figlio di Salvatore, prima che il padre partisse: «Sono orgoglioso di avere un papà come lui».

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