08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Maggio 2021 alle 18:28:42

Cronaca

India, possono uccidere i marò italiani


Assume toni drammatici, e sempre più sconcertanti, la vicenda di Massimiliano Latorre, marò tarantino che con il collega Salvatore Girone è dovuto tornare in India, dove è accusato dell’omicidio di due pescatori.

Il governo indiano infatti non ha fornito “nessuna garanzia” al governo italiano in merito alla sentenza che verrà pronunciata dal tribunale speciale ordinato dalla Corte suprema nella vicenda dei due militari italiani.

A dichiararlo il ministro della Giustizia indiano, Ashwani Kumar, in un’intervista all’emittente tv Ibn. Al giornalista che gli domandava come mai il ministro degli Esteri Salman Khurshid avesse rassicurato l’Italia sul fatto che i due marò non rischiano la pena di morte, Kumar ha risposto:

“Come può il potere esecutivo dare garanzie sulla sentenza di un tribunale?”. Khurshid, ha aggiunto il ministro della Giustizia, “è anche un avvocato e sul perché abbia detto quelle cose, sta a lui rispondere”. Dopo le dichiarazioni del ministro indiano il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, ha assicurato che i due marò non rischiano la pena di morte in India perché il governo di New Delhi ha fornito al riguardo una “assicurazione scritta” al governo italiano.

Ma le notizie di stamattina rinfocolano le polemiche, e destano paura sul futuro di Latorre e Girone. “Non mi stupiscono le dichiarazioni del ministro della Giustizia indiano Ashwani Kumar sul fatto che il governo indiano non dà garanzie sulla sentenza e sulla pena di morte. Sono parole che ricalcano ciò che aveva già detto l’Ambasciata indiana, vale a dire che nella loro giurisprudenza la pena di morte viene applicata molto raramente” ha provato a sminuire l’avv. Giacomo Aiello, che insieme a Carlo Sica difende Latorre e Girone.

Quanto alle rassicurazioni fornite dal ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid sul fatto che i due marò non rischiano la pena di morte, “è chiaro che lui parla su un registro diplomatico che non è quello strettamente giuridico della giustizia”. “Siamo militari, noi andiamo avanti e andremo avanti” le parole di Latorre e Girone, pronunciate sul volo per l’India, secondo quando riferito a Radio 24 dal sottosegretario De Mistura che li ha accompagnati. Latorre e Girone sono arrivati in auto nell’ambasciata italiana a New Delhi, provenienti dall’aeroporto internazionale Indira Gandhi.

Le immagini di un corteo di auto, fra cui una con la bandiera italiana, sono state mostrate in diretta dalla tv Cnn-Ibn. Da quanto ha indicato il sottosegretario, i due marò avranno quale unico obbligo quello già esistente di firmare una volta la settimana un registro presso la polizia del quartiere diplomatico di Chanakyapuri. “Loro saranno liberi – ha ancora detto De Mistura – e saranno funzionari italiani impiegati presso l’ufficio dell’addetto militare”. Le autorità giudiziarie indiane intanto hanno disposto la costituzione di un tribunale ad hoc per esaminare il caso dei due marò ritornati ieri a New Delhi.

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