24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 20:35:00

Cronaca

Vertenza Telecom. Rischiano il posto 40 tarantini


Una nuova vertenza si abbatte sul territorio ionico. Questa volta a rischio sono i lavoratori di Telecom: circa quaranta centralinisti del servizio clienti, con sede in via Campania.

La preoccupazione di dipendenti e sindacati é per la societarizzazione, proposta dall’azienda nel piano di riorganizzazione per ridurre i costi. E’ di questa ipotesi che si discute oggi pomeriggio a Roma nel corso di un incontro con le parti interessate.

Nei giorni scorsi i lavoratori, riuniti in assemblea, hanno espresso le loro perplessità e l’esigenza di evitare la societarizzazione, a seguito della quale Telecom Italia, trasformandosi in diverse società per azioni, scomparirebbe, indebolendo la posizione dei dipendenti. Gli impiegati hanno anche manifestato sotto prefettura e palazzo di città dove hanno portato le loro istanze in consiglio comunale.

Al momento quella di Telecom é una delle principali vertenze anche sul piano nazionale. A Taranto sono 160 in tutto i dipendenti, divisi tra la sede del quartiere Tamburi e quella di via Campania, dove si trova il centro servizi “187”. Colpita dalla vertenza é quest’ultima sede, dove al momento prestano servizio circa 40 impiegati.

«L’azienda ha prospettato di mettere in atto il piano di riordino già dal 2013 – spiega Andrea Lumino, della Slc Cgil Taranto. Stiamo assistendo ad una situazione di incertezza, unita ad un quadro politico instabile. Anche l’assenza di un Governo, infatti, ha il suo peso in questa situazione. Dopo l’incontro di oggi pomeriggio a Roma, non escludiamo di intraprendere azioni di protesta a tutela degli impiegati».

I lavoratori del call-center di Telecom Italia di via Campania respingono con forza le richieste dell’azienda, ribadendo il loro “no” alla societarizzazione della divisione del caring (dei servizi customer dei call center) e ai trasferimenti in altre province. L’azienda sostiene che il settore sia in perdita e che quindi vanno ridotti i costi. Per questo ha proposto la chiusura delle sedi periferiche, trasferimenti e addirittura il telelavoro da casa.

Intanto il deputato del Partito Democratico Michele Pelillo é intervenuto sulla vertenza. «La scelta di Telecom di chiudere la sede di Taranto ed accorpare i servizi a Bari – sottolinea Pelillo in una nota alla stampa– risponde forse a ragioni di economia e razionalizzazione dell’azienda, non certo al rispetto del lavoro di questi operatori della comunicazione. Taranto merita un’attenzione particolare. Mi farò portavoce a Roma delle istanze dei dipendenti, auspicando una soluzione che possa scongiurare il trasferimento».

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