26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 10:54:25

Cronaca

Fumo rosso all’Ilva. E domani arriva il Vescovo


Ore 8, la paura esce dalle ciminiere dell’Ilva. Una serie di chiamate al 115, provenienti da diverse parti della città, hanno segnalato l’uscita di una ‘nuvola rossa’ dallo stabilimento siderurgico.

E’ scattata la prassi ormai abituale, con i vigili del fuoco che allertano l’Arpa e l’agenzia per la protezione ambientale che manda i suoi uomini sul posto.

Prima delle 10, arriva la nota dell’azienda: “Questa mattina, intorno alle ore 8 circa, durante la fase di svuotamento di un rigolone ghisa sul campo di colata dell’altoforno n. 4, per un inconveniente tecnico in corso di accertamento, una piccola parte del getto di ghisa è caduta sul terreno sottostante, generando emissione di fumo visibile anche dall’esterno dello Stabilimento. Il servizio antincendio interno è intervenuto prontamente come da procedura e dell’accaduto sono stati informati l’Arpa e il comando provinciale dei vigili del fuoco. Non si registrano danni a persone e le attività sono riprese regolarmente”.

Una versione dei fatti che viene confermata dalla stessa Arpa, tramite la dottoressa Spartera: “Si tratta di fenomeni che non hanno impatto rilevante sull’aria e sull’ambiente. Le ‘nuvole rosse’ sono causate dall’ossido di ferro, che non è pericoloso”.

Domani, intanto, il vescovo Santoro tornerà a varcare i cancelli dello stabilimento. “Mercoledì 27 marzo, alle ore 11” informa l’Ilva “si svolgerà il tradizionale appuntamento con la celebrazione in stabilimento della Santa Messa da parte dell’Arcivescovo di Taranto, S.E. Mons. Filippo Santoro.

Anche quest’anno l’invito a partecipare è esteso, oltre che ai lavoratori, ai familiari di tutti i dipendenti che dovranno presentarsi alle ore 10 presso la portineria C”.

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