11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

Cronaca

Marò, dopo le dimissioni di Terzi, parola a Monti


WCENTER 0XNDCEQJPP Il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura (S), con i maro' Massimiliano Latorre (D) e Salvatore Girone a New Delhi (India), 24 marzo 2013. ANSA/MAURIZIO SALVI

ROMA – Il presidente del Consiglio, Mario Monti, riferisce oggi alla Camera sulla vicenda dei due marò rientrati in India e le conseguenti dimissioni del ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, annunciate a Montecitorio al termine dell’informativa sul caso. Martedì Monti si è recato al Quirinale per provare a stemperare la tensione e riferire al Capo dello Stato quanto sta accadendo. Giorgio Napolitano aveva fatto sapere di essere rimasto “sconcertato e stupito” per la decisione di Terzi e ha affidato al premier l’interim del ministero degli Affari Esteri.

“Mi dimetto in disaccordo con la decisione di rimandare i marò in India. Le riserve da me espresse non hanno prodotto alcun effetto e la decisione è stata un’altra”, aveva detto nel pomeriggio Giulio Terzi, durante un’informativa alla Camera, cogliendo tutti di sorpresa. Sul rientro dei fucilieri in India “la mia voce è rimasta inascoltata”, ha spiegato il titolare della Farnesina. “Mi dimetto perché per 40 anni ho ritenuto e ritengo ora in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l’onorabilità del Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perché solidale con i nostri due marò e con le loro famiglie. Ho aspettato di farlo qui in Parlamento – ha aggiunto – per esprimere pubblicamente questa mia posizione: non posso più far parte di questo governo”. Poi il ministro è partito in difesa: “Ho ascoltato ricostruzioni enormemente fantasiose su azioni che avrei assunto in modo autonomo senza considerare i rischi. Mai avrei agito in modo auto referenziale, senza un’opportuna ampia informativa su elementi critici del negoziato a tutte le autorità di governo”. Secondo Terzi “nelle ultime settimane la decisione dell’India di sospendere l’immunità del nostro ambasciatore Daniele Mancini, in palese violazione della Convenzione di Vienna, è stata giudicata da tutti i partner un atto di ritorsione platealmente illegittimo, che ha indebolito la credibilità del governo indiano su questa specifica controversia”. La decisione di far restare in Italia i due marò aveva “solido fondamento giuridico e politico”, ha spiegato il ministro che ha ribadito l’apprezzamento per il comportamento dei due militari italiani. “Saluto con un sentimento di profonda partecipazione e ammirazione i marò Latorre e Girone. Ancora ieri le loro parole hanno dato uno straordinario esempio di attaccamento alla patria”. Suona un po’ da rimprovero la dichiarazione del ministro della Difesa Di Paola. “Sarebbe facile per me annunciare di dimettermi, sarebbe facile oggi lasciare la poltrona che comunque a breve lascerò al nuovo ministro che arriverà. Sarebbe facile, no cost, ma non sarebbe giusto e non lo farò, non abbandonerò la nave in difficoltà”.

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