07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

Arsenale Marina Militare. Appalti  pilotati, non parlano 4 indagati

TRIBUNALE. Si sono tenuti altri interrogatori dinanzi al giudice delle indagini preliminari


 

TARANTO – Appalti pilotati alla  Marina Militare: altri indagati fanno scena muta dinanzi al gip.

Ieri nel corso dell’interrogatorio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere l’ufficiale Antonio Di Molfetta, difeso dall’avvocato Antonio Raffo, gli imprenditori Giova Guardascione assistito dall’avvocato Antonio Mancaniello, Fabio Greco, difeso dall’avvocato Gaetano Melucci e  Nicola Pletto, difeso dagli avvocati Gianluca  Mongelli ed Egidio Albanese.   

Ha respinto le accuse, invece,  Giacinto Pernisco, assistito dall’avvocato Egidio Albanese.  “Dal 2018 non ero più amministratore dell’azienda” ha riferito l’uomo al giudice.  Lunedì era stato interrogato  Giovanni Pletto, difeso dall’avvocato Egidio Albanese.  Pletto aveva respinto le accuse. Federico Porraro,   assistito dall’avvocato Maria Letizia Serra, aveva invece fatto scena muta dinanzi al gip. Giovedì prossimo previsti gli ultimi interrogatori. 

L’inchiesta è partita dopo la denuncia di un imprenditore che ha segnalato il sistema e descritto come chi non apparteneva al Consorzio venisse spesso escluso dagli affidamenti. Gli imprenditori coinvolti evitavano di parlare in macchina o in luoghi ritenuti non  sicuri, evitavano persino commenti vicino a telefonini cellulari.

Gli investigatori della Guardia di Finanza, coordinati dal procuratore aggiunto Maurizio Carbone,  sono però riusciti a documentare i loro incontri segreti. Appalti per milioni di euro in cambio di elettrodomestici, mobili e ristrutturazione di case. 

In dodici sono finiti agli arresti domiciliari tra i quali il contrammiraglio Cristiano Nervi, direttore dell’Arsenale, un altro ufficiale, otto imprenditori e due dipendenti civili.  

Gli arresti nell’ambito di una inchiesta condotta sull’aggiudicazione di quindici appalti per 4,8 milioni di euro riguardanti lavori di ammodernamento e riparazione di navi militari.Sarebbero state pilotate le aggiudicazioni di quindici appalti banditi dall’Arsenale e dalla Stazione Navale della Marina Militare di Taranto, da ottobre a dicembre  del  2018. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, corruzione e furto aggravato.   Ai domiciliari sono finiti oltre al contrammiraglio Nervi, l’ufficiale Antonio Di Molfetta, addetto al servizio “efficientamento navi” i dipendente civili Abele D’Onofrio e Federico Porraro e gli imprenditori Alessandro Di Persio, Angelo Raffaele Ruggiero, Nicola Pletto, Giona Guardascione, Fabio Greco, Giovanni Pletto detto Luca, Giacinto Pernisco, Armando Di Comite.

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