25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Novembre 2020 alle 17:23:31

Cronaca

“Fiducia ai giudici. Il processo va avanti”


TARANTO – Una decisione presa in tempi rapidissimi – depositata già ieri sera, ma rimasta ‘blindata’ – comunicata stamattina e che non ha lasciato spazio a (nuove) sorprese: il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi prosegue con la stessa composizione di giudici togati. Il presidente del Tribunale di Taranto, Antonio Morelli, ha infatti rigettato la richiesta di astensione del presidente e del giudice a latere della Corte di Assise. Una decisione, quella di astenersi, presa dal presidente e dal giudice a latere della Corte di Assise, Cesarina Trunfio e Fulvia Misserini, dopo la diffusione da parte dei media di un loro dialogo ‘fuori onda’ prima dell’inizio dell’udienza del 19 marzo scorso.

Nella loro dichiarazione in aula, Trunfio e Misserini avevano spiegato che non erano stati espressi convincimenti sulle imputazioni ma si trattava di “mere considerazioni in termini interrogativi” sulle possibili strategie del collegio difensivo. Tesi condivisa dal dott. Morelli. L’udienza del 19 marzo era dedicata alle arringhe dei difensori di Cosima Serrano, accusata dell’omicidio insieme alla figlia Sabrina Misseri. Per entrambe le donne la Procura ha chiesto la condanna all’ergastolo. La partita, quindi, è tornata nell’ambito del confronto tra accusa e difesa. Ed i riflettori si sono accesi sull’avv. Franco Coppi, il ‘professore’, l’avvocato che ha fatto assolvere Giulio Andreotti e Raniero Busco dalle accuse di essere rispettivamente il capo politico della mafia e l’assassino di Simonetta Cesaroni, e che ha sposato (gratuitamente, come più volte sottolineato: non si farà pagare) la causa di Sabrina Misseri. “La toga imponeva che agissimo così, non ci sono mezzi fini. Volevamo parlare alle vostre coscienze” ha detto riferendosi all’invito ad astenersi rivolto lunedì scorso ai due giudici togati. Una premessa, e poi l’affondo. “Vogliamo avere fiducia che saprete allontanare le suggestioni che vengono da fuori e anche da dentro l’aula. In questo processo sono stati sparsi veleni” ha tuonato, rivolto alla corte. “Può un padre colpevole – ha detto riferendosi alla figura di Michele Misseri, imputato del solo concorso in soppressione di cadavere – accusare una figlia innocente? Michele Misseri è l’unico responsabile dell’omicidio e di tutto, lo ha detto lui stesso innumerevoli volte”.

Giovanni Di Meo

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