24 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2021 alle 14:38:43

Cronaca

Montemesola, appalto per i tributi: Sgobio contro Punzi

Il Palazzo di città di Montemesola
Il Palazzo di città di Montemesola

MONTEMESOLA – “Dopo tan­te (troppe) richieste avanzate dal sottoscritto, dal dicembre 2015 ad oggi, per chiedere all’Ammi­nistrazione Punzi di espletare la gara pubblica per l’affidamento, in concessione, delle attività di riscossione ed accertamento dei tributi minori e della riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extratributarie, nonché di tut­te le altre entrate patrimoniali; dopo le tante (troppe) proroghe concesse dal giugno del 2010 e fin ad oggi alla società a quella data affidataria del servizio a seguito di regolare gara e for­male contratto; dopo tutto que­sto oggi, finalmente verrebbe da dire, l’Amministrazione Co­munale di Montemesola decide di avviare la procedura ad evi­denza pubblica (la volgare gara di appalto) per l’affidamento del servizio di supporto all’ufficio tributi per la gestione in forma diretta delle entrate tributarie ed extratributarie, delle attività di stampa e trasmissione delle liste Tari delle attività di riscossione ed accertamento dei tributi mi­nori e della riscossione coattiva delle entrate tributarie ed extra­tributarie nonché di tutte le altre entrate patrimoniali”.

Così Italo Sgobio, consigliere comunale e capogruppo di “Uni­ti per Montemesola”.

“Una gara per affidare il servizio per la durata di sei anni al costo a base di gara di 286mila euro oltre Iva, per un importo com­plessivo di 361 mila euro (vale a dire circa 60 mila euro ad anno)- dice Sgobio- sconcerta, però, la circostanza che solo oggi, dopo 10 anni di proroghe ed a meno di tre mesi dalle elezioni comu­nali, l’Amministrazione Punzi e gli uffici comunali prendano atto della normativa dell’Unione Europea e nazionale che impon­gono (in realtà lo imponevano già da tanto tempo) di procede­re all’affidamento dei servizi di accertamento e di riscossione dei tributi e delle entrate sulla base di gara pubblica, con suc­cessiva formale sottoscrizione e registrazione del contratto di concessione, nel rispetto della disciplina e dei principi comu­nitari e delle procedure vigenti in materia di affidamento della gestione di servizi pubblici. Un ultimo colpo di coda (speria­mo sia veramente l’ultimo) con il quale, per rispettare (guarda caso,improvvisamente ora) nor­me fino ad oggi totalmente disat­tese, l’Amministrazione si attiva per affidare in concessione un servizio che obbligherà il Comu­ne di Montemesola per i prossi­mi sei anni (in perfetta sintonia, d’altronde, con quanto avvenuto in questi anni, che hanno visto gli attuali amministratori “impe­gnare” l’Ente per più lustri con­tinuativi in affidamenti di servi­zi vari), arrogandosi il diritto di una scelta politico – amministra­tiva che, a questo punto della le­gislatura, ritengo e credo doves­se e debba essere di competenza della prossima Amministrazione Comunale a cui i cittadini affi­deranno, democraticamente e tra non molto, il governo, l’am­ministrazione e la gestione della cosa pubblica. Improvvisamen­te l’attuale Amministrazione e gli uffici comunali vengono folgorati da tanta responsabili­tà- prosegue Sgobio- da tanto senso del dovere e da un irrefre­nabile senso di legalità da non riuscire a trattenersi, nemmeno per pochi giorni ormai, dall’at­tivare le procedure per affidare questo servizio, peraltro ad un costo annuo a base di gara qua­si triplicato rispetto all’ultimo affidamento del 2017 (sempre diretto e sempre alla stessa So­cietà) che, ricordo ai cittadini, è costato all’Ente circa (ed a que­sto punto sarebbe da dire “solo”) 30 mila euro per 18 mesi. Tanta responsabilità e tanta abnega­zione farcita, però, dalla solita (troppa) incoerenza… perché se da un lato l’Amministrazione si attiva, ora, per affidare in con­cessione, per sei anni, i servizi di riscossione edaccertamento delle entrate tributarie ed ex­tratributarie dell’Ente, dall’altro continua a non preoccuparsi, per esempio, del servizio di igiene urbana, il cui contratto è scadu­to a giugno del 2019, che risulta gestito,ancora oggi, attraverso proroga e senza formale attiva­zione della prevista procedura pubblica perl’individuazione di un nuovo contraente.

Una proroga, per questo servizio, che va avanti già da quasi nove mesi -conclude Sgobio- laddove la legge regionale consente che l’affidamento del servizio stesso, effettuato a seguito di formale gara, non possa durare più di ventiquattro mesi”.

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