16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Maggio 2021 alle 15:41:06

Cronaca

” Proteggiamo le donne da ogni forma di violenza”


E’ una delle manifestazioni della pietà popolare più sentita dai tarantini: la processione dell’Addolorata. Ecco il testo integrale del messaggio di mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto letto all’inizio della processione.

«Fratelli e sorelle, l’evangelista Giovanni, ferma in una sola espressione ricca di evocazioni, l’atmosfera che circonda l’azione del tradimento di Giuda e l’arresto del Signore: “quando Giuda uscì dal cenacolo era notte”. I sinottici parlano addirittura che fu il momento dell’impero delle tenebre. Fu la notte più tenebrosa della storia dell’uomo. La notte in cui gli uomini vollero consegnare Dio alla morte.

Ecco fratelli e sorelle, come nella notte si cerca un punto di luce per riorientare il nostro cammino, per riequilibrare il senso delle cose intorno a noi, così in questa notte Taranto guarda allaluce splendida della Madre di Dio.

Provo profonda commozione nel pensare al cuore di chi ora guarda quel Cuore. Il cuore trafitto di Maria. Il cuore ditante altre madri, il cuore di tante donne, il cuore di tanti figli. Con affetto reverenziale, come quando ci si avvicina ad un luogo sacro, voglio ripetere al cuore di  ciascuno di voi,  le stesse parole che Gesù ha detto dalla croce al discepolo amato: “figlio, figlia, ecco tua madre”.

Lo ripeto a voi, presenti, che siete assiepati sotto la scala di San Domenico Maggiore e lo ripeto a chi da casa ci sta guardando, grazie alle televisioni. Lo ripeto ai tarantini ormai lontani da questa città che ci stanno guardando, ne sono sicuro, con enorme nostalgia.

Ecco tua madre figlio e figlia! L’Addolorata Madre di Dio, che è soprattutto consolatrice degli afflitti: le lacrime di Maria raccolgono tutte le altre lacrime. Ella le offre a Dio. Il Signore le accoglie ricordandosi di coloro che sono nella prova.     

Ella è l’incarnazione vivente nella chiesa di quella parola di Dio che dice:

Può forse una madre dimenticarsi del proprio bambino? E se anche qualche madre lo facesse, io non lo farò mai!

Vorrei ricordare davanti a Maria tutte le donne di Taranto. Un popolo così mariano come il nostro sarebbe in un tremendo controsenso se non pensasse alla valorizzazione e alla tutela della donne, in ogni ambito della vita da quello familiare a quello del lavoro. Proteggiamo le donne da ogni forma di violenza. Dalla violenza della volgarità fino a quella più ignobile e deplorabile che è quella fisica.

La madre di Dio non si è stancata di starci vicino in questa fase così complessa e problematica della nostra città. Siamo ancora in alto mare con i problemi della salute e del lavoro che per dovere di padre non posso non presentare come prima istanza nella preghieraalla Madre del Signore Gesù. Non dobbiamo stancarci di pregare, di avere fede. Come ho detto al precetto pasquale celebrato all’Ilva proprio ieri, parafrasando le bellissime espressioni del nostro amato papa Francesco: nondobbiamo permettere mai e a nessuno di strapparci la speranza!

Ecco amici, portiamo nel nostro cuore la nazzicata tarantina, il popolo che culla la Madre di Dio e lentamente, nella preghiera silenziosa, mentre la troccola ci ricorda che non c’è suono bello senza la Pasqua di Cristo, vi auguro di maturare i sentimenti più veri di conversione.

Santa Madre deh voi fate,

che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore.

Sì siano impresse per capire quanto Dio mi ama e abbia dato la sua vita per me, per tutti noi.  Perché Tarantorisorga dalla fede e dalla solidarietà. Perché anche tutta l’Italia risorga e sia governabile nella giustizia, nella solidarietà  e nella pace. 

Buon pellegrinaggio a tutti».  

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