14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

Addolorata in processione sotto la pioggia


Un’edizione inedita dei Riti. Il 2013 passerà alla storia come l’anno dell’Addolorata sotto la pioggia.

L’ultima volta ventuno anni fa. Un pellegrinaggio sofferto quello che ieri notte ha aperto i Riti e che le condizioni meteo hanno messo in discussione fin dall’inizio.

A mezzanotte ancora non si hanno certezze. La decisione di far uscire la Madonna da San Domenico arriva all’una meno cinque, quando ormai è Venerdì Santo. Alla fine è la devozione ad avere la meglio sul tempo che farà penare fino al mattino quando, intorno alle dieci e mezza, esce un timido sole. I primi problemi si hanno subito dopo la partenza del corteo. Prima di piazza Fontana, troccola, Croce dei Misteri e poste si riparano nella chiesa di Sant’Anna, alla fine di via Duomo. Sono all’incirca le tre del mattino. Poi si riparte e sotto una pioggerella si riunisce la processione.

All’altezza della chiesa di San Giuseppe, su via Garibaldi, la pioggia si fa copiosa e la processione – questa volta anche la statua della Madonna – è costretta a ripararsi in chiesa dove resta per un paio d’ore – dalle quattro alle sei – per poi riprendere il percorso. Il corteo attraversa il ponte. Ma la pioggia riprende insistente; si cerca un riparo di fortuna. E lo si trova in via Margherita, al civico 40. Non in una chiesa, ma nell’androne di un palazzo d’epoca un tempo sede dell’istituto San Luigi dei padri gesuiti e oggi una civile abitazione.

Sono all’incirca le sette e venti e la gente è tutta in via Margherita, ombrelli alla mano, assiepata davanti al portone aperto che lascia intravedere la Madonna alla quale vengono rivolte le preghiere. Dall’interno si sente la troccola suonare ad intervalli quasi a voler far sentire la presenza della processione che resta al coperto, in attesa di una schiarita.

Non si sa ancora la mattinata come proseguirà. Fino a quando – sono le 9,20 – escono troccolante e Croce dei Misteri. La statua della Madonna esce – per la terza volta dopo l’uscita canonica da San Domenico e quella da San Giuseppe – alle nove e mezza. Proseguirà lungo via d’Aquino alla volta dell’istituto Maria Immacolata. Il percorso, che di solito si snoda su via Anfiteatro, subisce una lieve variazione. Alle 11 meno dieci il troccolante entra alla Maria Immacolata per la sosta di rito. Alle 11,10 entra l’Addolorata riscaldata dai raggi del sole che nel frattempo ha fatto capolino. Una breve pausa (la troccola riesce a mezzogiorno) per poi riprendere il percorso su via d’Aquino che – secondo le previsioni del priore – dovrà terminare con il rientro della Madonna in San Domenico per le tre e mezza del pomeriggio. Alle 17 toccherà ai Misteri.

IL PRIORE LIUZZI
E’ la sua ultima Settimana Santa da priore. E quando lo incontriamo, stamattina, dopo una nottata complicata è lo stesso Antonio Liuzzi a spiegare come è andata. “Alcune poste di confratelli stanotte si sono riparate in Sant’Anna. Poi sono riuscite e si è riunita la processione e siamo andati avanti fino a San Giuseppe. Piovigginava, c’era il rischio, ma si andava avanti comunque. Quando siamo arrivati a San Giuseppe la pioggia era insistente e là siamo dovuti entrare in chiesa. Saranno state più o meno le quattro e un quarto perché la Madonna stava alle tre e venti sotto l’orologio di piazza Fontana ed era, nonostante tutto, un ottimo orario, perché da programma saremmo dovuti passare da lì alle tre. A San Giuseppe abbiamo perso tutto il vantaggio. Più o meno siamo rimasti in chiesa fino alle sei. Ci stavamo avviando quando ha ripreso a piovere. Tanto che avevamo pensato di ripararci in Sant’Agostino. Ha spiovuto e quindi si è deciso di attraversare il ponte. Ci sono stati dei malintesi, inevitabili, perché quando ci sono queste processioni è inevitabile che un contrattempo ti crei degli squilibri. Però poi siamo andati avanti. Sul ponte di nuovo la pioggia. Siamo entrati nel palazzo di via Margherita intorno alle sette e venti. Ora proseguiamo su via d’Aquino fino alla Maria Immacolata e poi riprendiamo per San Domenico”. E quando gli si chiede se la statua abbia subito qualche danno: “l’abito della Madonna è bagnato, ma lo cambieremo perché ne abbiamo altri”.

IL REGOLAMENTO
“Se a mezzanotte non si è ancora usciti e piove si aspetta a far partire la processione, se la processione è iniziata si dovrà trovare un riparo. Il regolamento della confraternita dell’Addolorata prevede che si possa aspettare fino alle sei del mattino; il consiglio si riunisce e decide se fare eventualmente uscire la processione con un percorso ridotto. Se continua a piovere e la processione non esce viene restituito un terzo della somma ai confratelli partecipanti”. Ieri notte, durante l’attesa, sono state queste le ipotesi al vaglio.

L’ATTESA FUORI S. DOMENICO
Dieci e mezza di Giovedì Santo. Inizia a piovere. A mezzanotte meno cinque di fronte a San Domenico è una distesa di ombrelli, in attesa delle decisioni – non facili – da assumere. A mezzanotte e cinque si apre il portale di San Domenico, si chiudono gli ombrelli ed esce la processione. L’Addolorata è ancora in chiesa. A mezzanotte e 25, quando ormai è già Venerdì Santo, riprende una timida pioggia. Il priore Antonio Liuzzi è visibilmente preoccupato. E’ da poco passata mezzanotte e mezza quando l’arcivescovo si affaccia per il saluto alla città. La Madonna è sul portale, salutata dall’applauso della folla. Un aspetto che viene da subito colto dal vescovo; Santoro ringrazia i fedeli per essere presenti nonostante la pioggia. All’una meno dieci la statua non è ancora uscita. Ha ripreso a piovere, mentre alcuni confratelli che aprono la processione si sono già incamminati verso piazza Fontana. Si attende che spiova e un preoccupato mons. Quaranta (padre spirituale della confraternita dell’Addolorata) fa notare come il rischio è di rovinare l’abito dell’Addolorata. Neanche il tempo di dirlo, “Forse si esce” si sente ripetere dall’interno della chiesa alla quale sono rivolti gli sguardi di tutti.

00.55 ESCE L’ADDOLORATA
Con un’ora di ritardo rispetto agli altri anni – quando mancano cinque minuti all’una – esce la statua dell’Addolorata e partono le note della marcia funebre A Gravame eseguita dalla banda Paisiello. Subito dopo banda Santa Cecilia esegue Tristezze. All’una e dieci la musica si ferma e la statua della Madonna inizia a scendere le scale di San Domenico. All’una e un quarto la Madonna è tra la folla di fedeli che non l’avrebbe mai abbandonata durante tutta la nottata.

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