20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2020 alle 17:24:58

Attualità Cronaca

Quaresima: la cioccolata non è un peccato

Nel ‘600 viene sancito che consumare cioccolata al di fuori dell’unico pasto (di magro) permesso durante questo periodo è lecito, purchè non sia addizionata di uova

Cioccolata
Cioccolata

Quaresima e restrizioni alimentari. Finora abbiamo parlato di cristiani. A partire dal XVI secolo, però, le restrizioni alimentari riguardarono solo i cattolici, perché la Rifor­ma prese di mira, insieme con altre usanze della Chiesa di Roma, anche i calendari ga­stronomici, considerati da Lutero una sovra­struttura non avente fondamenta evangeliche. Le periodiche restrizioni alimentari, però, vengono giudicate dieteticamente utili anche da esponenti luterani. Nulla è semplice in una società, neanche la sua alimentazione, riba­diva Jacques André introducendo i suoi studi su cucina e gastronomia nell’antica Roma.

Prosegue intanto il dibattito su che cosa debba essere considerato “di magro”, e su quali cibi siano leciti e quali no nei giorni di stretta e rigorosa osservanza delle restrizioni dietetiche (qualcosa di simile ara avvenuto per gli Ebrei dopo l’arrivo di alimenti dalle Americhe).

Si dibatte – come ricorda Massimo Monta­nari – “sulla natura terrestre o acquatica del castoro e di certi uccelli marini (e dunque sulla loro commestibilità in Quaresima)”.

Ma non basta. Un serrato confronto su un ali­mento–non alimento, proveniente dal Nuovo Mondo: il cioccolato, anzi, la cioccolata che nel ‘500 e ‘600 è ancora preparata solo in forma liquida.

E dunque, sostengono i gesuiti, in polemica coi domenicani, più rigoristi, essendo una bevanda non rompe il digiuno, come aveva asseverato (per le bevande, non per il cioc­colato, che non poteva conoscere) persino il domenicano Tommaso d’Aquino. E si arrive­rà a distinte nobildonne che si faranno servire la cioccolata bollente durante la celebrazione della Messa, quasi fossero a teatro (dove, ri­cordiamolo, nei palchi si cenava regolarmente durante le rappresentazioni…).

Nel ‘600 viene comunque sancito che consu­mare cioccolata al di fuori dell’unico pasto (di magro) permesso durante la Quaresima è lecito, purché essa non sia addizionata di uova.

Fortemente affievolito, per la secolarizzazio­ne della società, già verso il finire del XIX secolo, il divieto di mangiar carne il venerdì ed in Quaresima è praticamente caduto in de­suetudine nella seconda metà del XX secolo. Senza addentrarci troppo in una questione più teologica che dietetica o precettistica, già il Concilio ecumenico Vaticano II riconduce il digiuno e l’astinenza dalla carne ad un com­plessivo impegno di astinenza dal peccato, di preghiera e di compimento di opere di carità.

In successive note pastorali della Conferenza episcopale italiana il digiuno (ovvero un solo pasto quotidiano) è raccomandato il Merco­ledì delle ceneri ed il Venerdì santo, mentre l’astinenza dalle carni (e, più modernamente, da cibi e bevande considerati particolarmente ricercati e costosi: a fronte di una fettina di carne una sontuosa aragosta non può certo esser fatta passare per un cibo penitenziale…), più rigorosa nei venerdì di Quaresima, è con­sigliata per tutti i venerdì dell’anno, a meno che non coincidano con alcune festività.

Vale, per i cristiani in genere e per i catto­lici, a differenza che per i musulmani e gli israeliti, la voce divina che dice a Pietro, agli albori di un cristianesimo ancora fortemen­te impregnato di ebraismo e quasi da esso indistinguibile, “non chiamare impuro ciò che Dio ha purificato” (Atti degli Apostoli). A rigore, insomma, come non esistono cibi puri e cibi impuri, anche i regimi alimentari non sono, per i cristiani, stringenti come per le altre religioni del Libro.

Per i lettori più giovani: senza ricorrere alle memorie di nonne e bisnonne, fino agli anni ’70 durante la Settimana santa non c’erano in circolazione nei bar o negli autogrill panini con salumi; la Rai del monopolio trasmetteva solo programmi edificanti (e la radio solo musica sacra o classica). Da allora tutto è cambiato…

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