Cronaca

Miticoltori, giovedì scatta la marcia su Bari


“Questa volta saremo compatti, siamo d’accordo con le associazioni di categoria e stiamo facendo volantinaggio. A Bari giovedì saremo almeno trecento, quattrocento persone”.

A parlare è Luciano Carriero, tra i mitilicoltori del primo seno di mar Piccolo che lunedì scorso sono stati raggiunti dalla comunicazione del dipartimento di prevenzione servizi veterinari della Asl: “Il 31 marzo 2013 sarà il termine ultimo per lo spostamento del novellame ancora presente nel primo seno di mar Piccolo e a far data dall’1 aprile verrà revocata la Dia sanitaria”.

Un fulmine a ciel sereno per i mitilicoltori che hanno subito messo in guardia: “con lo spostamento del novellame, cioè il seme, è a rischio l’intero comparto che dal primo seno di mar Piccolo si approvvigiona”. La storia è quella ormai nota delle cozze al veleno. Due annate distrutte e un trasloco in mar Grande che si fa sempre più prossimo. Ma il novellame non presenta problemi di conformità, hanno spiegato i produttori dei mitili famosi in tutto il mondo.

Lo hanno ripetuto all’assessore regionale fresco di incarico, il tarantino Fabrizio Nardoni, dal quale si sono recati avantieri ottenendo la rassicurazione – verbale – su una proroga di un mese. Quindi c’è tempo fino al 30 aprile. Ma, intanto, loro non staranno a guardare. E giovedì saranno nuovamente a Bari. Alle 10 si riunisce infatti il tavolo tecnico (l’ultimo è stato quello di giorno 7 dal quale è scaturita la tanto contestata decisione sul novellame che ha spiazzato l’intera categoria).

Da quel tavolo i mitilicoltori si aspettano l’ufficializzazione della proroga e spiegazioni sulla questione del ritiro delle Dia per il novellame del primo seno di mar Piccolo. “Nel frattempo vale la proroga. Vedremo cosa ci dicono giovedì” dice Carriero facendosi portavoce dei suoi colleghi. A quel tavolo ci saranno Regione, Asl, Comune. “E ci saremo pure noi, compatti come non mai”. Ieri sera ad incontrare le associazioni di categoria è stato l’assessore comunale Zaccheo. Un incontro che è servito a fare il punto della situazione perché all’incontro di Bari si vada preparati sulle richieste da portare. Sono quelle che chiedono garanzie sul futuro della mitilicoltura ‘Made in Taranto’ attualmente messa a serio rischio.

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