10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 07:32:34

Attualità Cronaca

Taranto, il Crocifisso miracoloso al Borgo

il Crocifisso miracoloso al Borgo
il Crocifisso miracoloso al Borgo

“Pronto, chiesa di San Giovanni di Dio? No, ha sbagliato, è il Santissimo Cro­cifisso”. E subito, giù la cornet­ta! Anche attraverso modi così bruschi, gli ultimi parroci han­no cercato di far piazza pulita dell’errata denominazione della chiesa al Borgo, in uso da gene­razioni. Alla fine, salvo che per qualche ottuagenario legato alla consuetudine, si è riusciti, so­prattutto quando padre Antonio Calvieri, uno degli ultimi par­roci carmelitani, ottenne l’isti­tuzione del santuario, decretata il 6 giugno del 2013 nella cele­brazione presieduta dall’arcive­scovo. Mons. Santoro, leggendo il relativo documento, così mo­tivò: “La chiesa ‘SS.Crocifisso’, nel territorio della omonima parrocchia in Taranto, è divenu­ta nel corso degli anni un punto di riferimento spirituale e un luogo di pellegrinaggio per tan­ti fedeli provenienti dall’intero territorio diocesano. Infatti la presenza del venerato simula­cro del ‘Crocifisso’ costituisce un richiamo costante per tutti alla contemplazione religiosa del mistero della mote e risur­rezione del Signore Gesù, unica risposta di salvezza offerta dal Padre agli uomini. Desiderando dare un assetto canonico alla chiesa, affinché ne evidenzi il carattere di luogo di pellegri­naggio e punto di riferimento spirituale per l’intera arcidioce­si (…) erigiamo la suddetta chie­sa in Santuario diocesano”.

il Crocifisso miracoloso al Borgo
il Crocifisso miracoloso al Borgo

Fin dal suo arrivo, l’ammini­stratore parrocchiale don An­drea Mortato ha voluto raffor­zare il culto al SS.Crocifisso, ribadendo nel contempo il ruolo di centralità del santuario in diocesi. Tante le iniziative in­traprese finora, l’ultima delle quali s’intitola “I mercoledì del santuario”, con il pellegrinag­gio delle parrocchie diocesane legate al Crocifisso.

Attribuito a fra Umile Pintor­no da Petralia Soprana o a fra Angelo da Pietrafitta, il simula­cro ha un suo fascino partico­lare soprattutto per il volto, di indescrivibile dolcezza, da cui traspare sovrumana accettazio­ne di una morte straziante per amor nostro e misericordia in­finita per i carnefici. L’opera è della seconda metà del seicento, in pieno periodo barocco, i cui segni sono evidenti nella parti­colare cura di dettagli anatomi­ci, di un verismo impressionan­te: la trafittura di mani e piedi, lo stiramento dei nervi flessori, le numerose piaghe su torace, braccia e gambe, lo squarcio del costato e il grumo di sangue che dal fianco fuoriesce in ab­bondanza.

Il simulacro fu collocato alla metà del secolo XVII nella cap­pella gentilizia degli Albertini, ubicata nella chiesa di Sant’An­tonio (omonimo ex convento, in via Viola) e affidato ai frati francescani. Tantissimi giun­gevano anche da lontano per venerarlo, supplicando grazie. I prodigi si moltiplicarono e specialmente nei venerdì di quaresima fu continuo il pel­legrinaggio di fedeli. Dolorose vicende storiche determinarono il trasferimento dell’immagine alla chiesa del Carmine e poi in quella di San Pantaleone, con il ritorno nella originaria sede. La messa al bando degli ordini re­ligiosi nel 1866 e il successivo passaggio al Demanio dell’ex convento determinarono il de­grado della chiesa per cui il 4 maggio 1875 si volle portare la statua nell’attuale collocazione.

Nell’anno Santo del 1900 l’ar­civescovo Iorio ne dispose la processione. Fu una grande manifestazione di fede che si ripeté nell’Anno santo del 1925 e in quelli successivi, oltre che nel giubileo della Redenzione (’33) e nella missione predicata dalla “Pro Civitate Cristiana” (’45). Le ultime volta furono, nel 2008, per le missioni popo­lari al Borgo, e nel 2013, Anno della fede.

Molto venerato è anche un reli­quiario, esposto in una nicchia dietro l’altare principale, che racchiude un frammento della Croce, donato dalla basilica ro­mana della Santa Croce in Ge­rusalemme.

Nel santuario ha sede la confra­ternita del SS.Crocifisso-Pur­gatorio, fra le più antiche della nostra città, risalente al 1585, come risulta da una pergame­na con sigillo di papa Sisto V. La confraternita organizzava in cattedrale a festa in onore del Titolare, che sarà ripristinata in settembre, questa volta natural­mente al Borgo.

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