06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

Via Di Palma, il salotto buono che va salvato

Oggi sono moltissimi i locali sfitti ed i negozi chiusi

Via Di Palma, il salotto buono che va salvato
Via Di Palma, il salotto buono che va salvato

Una lunga cate­na di saracinesche abbassate e negozi chiusi. È un’immagine non all’altezza della sua storia, quella che dà di sè via Di Pal­ma. Insieme a via D’Aquino, si tratta del salotto buono della città; che però appare bisognoso di una tappezzeria nuova.

Via Di Palma, il salotto buono che va salvato
Via Di Palma, il salotto buono che va salvato

«È vero, ci sono degli angoli che vivono una situazione im­portante, per quanto riguarda le chiusure. Ma c’è ancora chi cre­de in questo salotto buono» dice a Taranto Buonasera Salvatore Cafiero, presidente della delega­zione Borgo di Confcommercio. «Abbiamo notizia che di queste tante, troppe serrande abbas­sate più di qualcuna a breve si rialzerà» rivela al nostro gior­nale «e personalmente ritengo che via Di Palma abbia ancora un’appeal importante. Non è un caso che alcuni marchi nazio­nali abbiano aperto qui i loro punti in franchising». Ma cosa ha portato a questa condizione, oggi, una delle zone più belle di Taranto? «Non possiamo non notare che in alcuni casi ven­gono richiesti dei canoni d’af­fitto fuori mercato. Soprattutto considerato il momento che non solo il commercio, ma la città nel suo complesso sta vivendo. Questo non vuol dire ovviamen­te che i canoni debbano essere “regalati”, ma quello che ci vor­rebbe è un po’ di buon senso, sia da parte degli investitori che dei proprietari dei locali». C’è poi un “ruolo sociale” del commercio: è innegabile che anche dal punto di vista urbanistico una strada illuminata dalle luci dei negozi è decisamente diversa da una caratterizzata dall’oscuri­tà… «Proprio per questo andreb­bero messe in atto delle azioni, ma non è semplice individuarne di adeguate. Magari si potrebbe agire sulla tassazione».

Via Di Palma potrebbe rinasce­re anche con la ristrutturazione dei Baraccamenti Cattolica? «Sì. È un progetto in cui credia­mo moltissimo. Una via com­merciale per essere attraente ha bisogno non solo delle insegne, dei negozi, ma anche di essere vivibile ‘a tutto tondo’. Ed in questo senso i nuovi Baracca­menti, capaci di essere un polo di aggregazione, di poter diven­tare anche quello che mi piace definire un parco della musica, possono fare moltissimo. Si “al­lunga” la via, si ridà vivibilità». E i parcheggi? «I parcheggi di quell’area oggi sono fondamen­tali. Ma ci è stato garantito che quei posti auto verranno re­cuperati nelle vicinanze; pen­siamo all’Arena Artiglieria. È andata molto bene anche l’aper­tura della Caserma Mezzacapo, grazie alla Marina Militare».

Via Di Palma, il salotto buono che va salvato
Via Di Palma, il salotto buono che va salvato

Allargando il campo, in paral­lelo ai Baraccamenti Cattolica c’è l’altro grande progetto che punta a rivitalizzare il Borgo: la ristrutturazione, finalmen­te, di Palazzo degli Uffici. Che potrebbe portare con sè tutto il cuore della città.

Lo scorso settembre l’inau­gurazione del cantiere, con il sindaco Melucci che ha parla­to della «riqualificazione di un pezzo fondamentale del Borgo e della Città. Questo palazzo è uno dei più grandi e impor­tanti del patrimonio pubblico italiano. Sarà il simbolo di un nuovo modello di sviluppo, del futuro di Taranto». Ribattezzato “Palazzo Archita”, in onore al più eccelso tarantino di sem­pre, l’edificio ospiterà a livello strada attività commerciali e di ristorazione, nei piani superiori ci sarà spazio per la pinacoteca comunale e per destinazioni da condividere con il Museo Ar­cheologico Nazionale.

«Ci saranno – ha annunciato il sindaco – spazi per l’istruzio­ne». Ritroverà posto nella sua sede storica il Liceo Archita, dopo le peregrinazioni di questi anni. E ci saranno ambienti an­che per l’Università.

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