25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca

Conflitto a fuoco, arrestato latitante Scu


Presi dopo una sparatoria il latitante della Scu, Giuseppe Giordano e un suo fiancheggiatore.

Il 42enne di San Pietro Vernotico appartenente alla Sacra Corona Unita era “uccel di bosco” dal novembre del 2012 dopo essere stato colpito da un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Taranto per un omicidio compiuto in Montenegro nel settembre 1998.

Giordano deve scontare 30 anni di carcere. E’ stato intercettato dai carabinieri della Compagnia di Manduria nei pressi di una casa cantoniera. Con un complice era a bordo di una macchina che è stata subito inseguita dalla “gazzella” dell’Arma. Il conducente ha tentato di seminare l’auto dei carabinieri imboccando alcune strade periferiche di Manduria. Dopo alcune centinaia di metri i due fuggitivi hanno abbandonato le vettura e hanno tentato di dileguarsi nei campi.

Uno è stato bloccato, mentre il secondo ha ingaggiato un conflitto a fuoco con i militari dell’Arma. Il malvivente, vistosi circondato da altri carabinieri piombati sul posto, ha gettato la pistola a terra e si è arreso.

I militari hanno subito identificato in Giuseppe Giordano, appartenente alla Scu e ricercato per omicidio, l’uomo che aveva cercato di guadagnare la fuga sparando all’impazzata. Il suo complice, invece, è Giuseppe Iunco, brindisino di quarantasette anni, con piccoli precedenti penali.

Nel corso dell’operazione è stata recuperata l’arma utilizzata da Giordano, una pistola Beretta calibro 9×21, rubata in un’armeria di Brindisi alcuni mesi fa. I militari dell’Arma hanno anche sequestrato tre caricatori, 5mila euro, alcune patenti di guida e carte di identità false con foto del pericoloso latitante ed alcune tessere bancomat. Giordano, oltre ad essere destinatario del provvedimento di carcerazione emesso dall’autorità giudiziaria è stato dichiarato in arresto anche per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.

Iunco, invece, deve rispondere di favoreggiamento personale e resistenza a pubblico ufficiale. Entrambi, dopo le formalità di rito, sono stati condotti nella casa circondariale di Taranto. Sono in corso ulteriori indagini per accertare altre coperture di Giordano durante i mesi di latitanza.

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