09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 18:23:49

Cronaca

Referendum Ilva, tra conferme e rettifiche


«Io voterò per la chiusura parziale. Personalmente voterò no alla chiusura totale dell’Ilva. Ma il comitato è per i due sì». 

L’avvocato Nicola Russo conferma la sua intenzione di voto. Lo scorso 2 marzo, infatti, a margine di una conferenza stampa, Nicola Russo, coordinatore del comitato referendario Taranto Futura, da noi contattato, ha messo in chiaro che lui, al referendum consultivo del 14 aprile sull’Ilva, voterà «”no” al quesito sulla chiusura totale dell’Ilva; sono d’accordo, invece, sulla chiusura della sola area a caldo».

Queste le dichiarazioni da noi riportate, che hanno scatenato le critiche di un componente del comitato Taranto Futura, Claudio Monteduro, che ha messo in discussione sia il titolo da noi utilizzato (Russo voterà “no” al referendum sulla chiusura dell’Ilva, ndr), sia la veridicità delle dichiarazioni rilasciate dal suo coordinatore.

«Nel numero del 2 marzo 2013 è stata pubblicata la notizia con un titolo che induceva il lettore a travisare la oggettiva realtà di una affermazione attribuita al coordinatore di questo comitato referendario avv. Nicola Russo. Infatti – ha spiegato Monteduro – non corrisponde al vero che l’avvocato Russo abbia affermato che personalmente: “non avrebbe votato per la chiusura”».

Il componente di Taranto Futura ha posto l’accento anche sul titolo da noi utilizzato. «E’ diffusamente noto che la lettura di un titolo rappresenta la sintesi della notizia dando una prima affrettata valenza di essa». Quindi la richiesta di rettifica «si chiede che sia precisata completamente la reale volontà di espressione usata dall’avvocato Russo tesa a chiarire che nella richiesta referendaria proposta ai cittadini di Taranto poteva esserci in subordine una seconda scelta diversa dalla prima».

Una rettifica da noi pubblicata in parte nell’edizione del giorno successivo. Un passaggio che però non è bastato al sig. Monteduro che domenica 31 marzo, giorno di Pasqua, ci ha inviato un’altra email. «Ci attribuiamo esercitando il diritto di rettifica ai sensi dell’art. 8 legge 4/1948 (modificata dall’art. 42 legge 416/1981 che prevede che le rettifiche vengano pubblicate in testa alla pagina e collocate nella stessa posizione che ha riportato la notizia) chiedendovi di rettificare proprio l’articolo pubblicato dal vostro giornale nel quale è stata data una notizia “forse” travisata sull’intenzione dell’avvocato Russo coordinatore del comitato, di votare NO ai quesiti che saranno oggetto del referendum che sarà svolto il prossimo 14 aprile per far esprimere ai cittadini di Taranto il parere sulla chiusura dell’Ilva».

Bene. Lo spazio da noi utilizzato oggi è maggiore rispetto a quello riservato alla conferenza stampa di Russo del 2 marzo. Non resta che verificare se la nostra sia sta “una notizia ‘forse’ travisata sull’intenzione dell’avvocato Russo di votare NO ai quesiti”.

Da noi contattato, il coordinatore di Taranto Futura ha confermato: «Io voterò per la chiusura parziale. Personalmente voterò no alla chiusura totale dell’Ilva. Ma il comitato è per i due sì».

A questo punto, senza voler in alcun modo “travisare” le parole di Russo o di Monteduro, ci sembra di capire che il comitato referendario arrivi all’appuntamento tanto agognato con quella che, in altri contesti avremmo definito come una “spaccatura” ma che per l’occasione battezzeremo come “diversità di vedute”. Giusto per non urtare la suscettibilità di nessuno.

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