Cronaca

Omicidio Sarah, verso il giorno del giudizio


Due presunte colpevoli che sperano venga riconosciuta la loro innocenza. Un presunto innocente che – lo dice lui – si ammazzerà se non verrà stabilita la sua colpevolezza.

Così nel clan Misseri ci si prepara al rush finale del processo del secolo, quello per l’omicidio di Sarah Scazzi, povera ragazzina di cui si rischia quasi di perdere la memoria, nel processo-soap sull’ormai celeberrimo ‘delitto di Avetrana’.

Archiviato il caso-fuorionda (no alla richiesta di astensione del presidente della Corte di Assise, Cesarina Trunfio, e del giudice a latere, Fulvia Misserini, dopo la diffusione delle immagini di un filmato del 19 marzo, prima dell’inizio dell’udienza, contenente un breve dialogo tra i due giudici togati), ultimo di una serie di colpi di scena o pseudotali, il processo è stato aggiornato al 9 aprile. L’avv.Nicola Marseglia, difensore di Sabrina, concluderà l’arringa interrotta quando il collega Coppi invitò la Corte a valutare una eventuale astensione dal processo dopo la diffusione del ‘fuorionda’.

La Procura a sua volta depositerà una memoria, poi il 15 aprile ultima udienza per eventuali repliche e inizio della camera di consiglio per la sentenza. Martedì si ripartirà dalle parole dello stesso prof. Coppi, in difesa di Sabrina Misseri, accusata insieme alla madre, Cosima Serrano, di aver sequestrato e ucciso la cugina il 26 agosto 2010. Mamma e figlia rischiano il carcere a vita.

L’assassino di Sarah è in aula, ha detto Coppi, ma non è Sabrina: ha commesso anche una serie di “vigliaccate”, ed è lo zio Michele Misseri, che lo ha confessato in più occasioni. Per il professore venuto da Roma, avrebbe ucciso la nipote per l’ennesimo approccio sessuale rifiutato. Tutta la prima parte dell’arringa Coppi l’ha dedicata alla figura di Michele, nei confronti del quale – ha sottolineato – la Procura ha esercitato una lunga opera di persuasione con l’ausilio dell’ex difensore di Misseri, Daniele Galoppa, e della consulente di questi, la criminologa Roberta Bruzzone. “Un uomo solo, una vita di fatica, di stanchezza, di aridità, ma anche un uomo capace di violenza, di approcci sessuali. Non un succube delle due meger di casa, ma un uomo che da piccolo ha subito violenze, brutalità, da quello che abbiamo capito, e non ne ha voluto parlare. E’ questo l’uomo che il 26 agosto, preso da raptus, ha causato la morte di Sarah Scazzi”.

Il presunto movente della gelosia di Sabrina per Ivano Russo è invece “risibile”, la Procura è stata “folgorata” sin dall’inizio delle indagini da un pregiudizio nei confronti di Sabrina: “Sarah non è mai stata una presenza ingombrante. Dov’è la rivale che doveva essere schiacciata, eliminata? Vi affido con fiducia la sorte di Sabrina, convinto che lei sia innocente e che Michele Misseri sia l’assassino”.

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