25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 10:38:00

Cronaca

Buoni pasto, contestazioni a Grottaglie

Una veduta di Grottaglie
Una veduta di Grottaglie

“Ci giungono numerose segnalazioni e lamentele sui criteri richiesti per poter ricevere i buoni spesa che, ricordiamo, sono finanziati con fondi statali e che i comuni sono tenuti ad elargire a chi in questo momento non è nelle condizioni economiche di poter provvedere al sostentamento della propria famiglia” è la comunicazione fatta dal coordinatore di Italia Viva Grottaglie.

“Le criticità sono diverse ma quella più significativa è legata al criterio reddituale. Intanto per poter avere diritto al buono il richiedente ha dovuto produrre documentazione riferita al reddito percepito nel 2019. Chi non era ancora in possesso dei dati attinenti al reddito dell’anno scorso ha dovuto fornire un’autodichiarazione che, qualora fosse imprecisa, potrebbe esporre il dichiarante ad eventuale sanzione penale. 

Ma l’aspetto che più ci preoccupa è la soglia ISEE di accesso al diritto di ricevere il buono spesa. L’Amministrazione di Grottaglie ha deciso, infatti, che chi ha un ISEE superiore a 15 mila euro non ha diritto a percepire il buono. Noi pensiamo che, non solo un ISEE di 15 mila euro è un criterio già di per sé troppo stringente, ma chi lo supera potrebbe comunque trovarsi in una condizione di disagio e essere nelle condizioni di avere di fatto bisogno del buono spesa.

Chiediamo al sindaco, quindi, dato che non sono fondi comunali di cui disporre liberamente, di allargare le maglie e di adottare criteri che tengano conto solo indicativamente delle condizioni economiche del passato e che si basino principalmente sulle condizioni attuali.

I furbetti di cui parla il sindaco, che vanno comunque contrastati, non possono essere l’alibi per tenere stretti i cordoni della borsa, perché così facendo le persone che rischiano di essere penalizzate possono essere troppe.

Come hanno già deciso alcuni comuni della provincia di Taranto . concludeI talia Viva- anche noi riteniamo corretto che ai cittadini in stato di bisogno, che non percepiscono altri contributi di sostegno, vada soltanto chiesto di certificare la propria condizione economica e reddituale attraverso il saldo del conto corrente che comunque non dovrà essere superiore a 3mila euro. Altri criteri, a nostro parere, poco si attagliano alla crisi economica e sociale che stiamo vivendo.”

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