Cronaca

Truffa dello straordinario Amiu, 6 arresti


Truffa dello straordinario: sei dipendenti dell’Amiu sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza. Due autisti e quattro operatori ecologici sono finiti ai “domiciliari”, mentre altri diciannove sono indagati a piede libero.

Il clamoroso blitz è scattato al termine di mirate indagini a tutela della spesa pubblica ed in particolare del bilancio locale, condotte dai militari del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle i quali hanno eseguito una serie di controlli finalizzati all’accertamento del rispetto degli orari di lavoro da parte di dipendenti dell’azienda multiservizi e igiene urbana, ad intera partecipazione pubblica, che effettua prevalentemente l’attività di smalti¬mento rifiuti solidi urbani per il capoluogo jonico.

Le ordinanze di custodia cautelare ai “domiciliari” firmate dal gip Patrizia Todisco, su richiesta del sostituto procuratore Lanfranco Marazia, sono state notificate ai cinquantatreenni Angelo Masella ed Egidio Menza, al cinquantaduenne Giovanni Di Todaro, al sessantaduenne Nicola Villani, al quarantottenne Pietro Palumbo e al quarantaduenne Giuseppe D’Auria.

Gli investigatori della Guardia di Finanza durante l’attività investigativa hanno eseguito per un mese e mezzo servizi di pedinamento e appostamento per accertare presunte soste ingiustificate da parte di automezzi dell’azienda durante i turni di servizio.

Nel mirino nove camion che operavano prevalentemente nelle ore notturne.

Dopo una prima fase di indagine, durante la quale sono stati riscontrati comportamenti anomali dia parte di alcuni dipendenti, la Procura ha disposto attività tecniche, attraverso rilevatori satellitari, finalizzate a tracciare i singoli percorsi giornalieri dei mezzi.

Durante i controlli i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno scoperto che alcuni dipendenti effettuavano soste prolungate ingiustificate, dalle due alle tre ore, durante il turno di servizio nei pressi della discarica di destinazione, con conseguente interruzione del normale servizio di raccolta.

Un meccanismo che, logicamente, traeva in inganno l’azienda, inducendola a pagare ore di straordinario che in realtà non venivano svolte. Secondo l’accusa, per i giorni in cui è stato accertato il presunto raggiro, gli indagati avrebbero portato a casa fino a 300 euro.

I sei dipendenti finiti agli arresti domiciliari, difesi dall’avvocato Marino Galeandro saranno interrogati nelle prossime ore dal giudice delle indagini preliminari.

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