Cronaca

Ilva, via i sigilli, “Salvaguardiamo i posti di lavoro”


Fa sentire la sua voce da Milano, Bruno Ferrante, il giorno dopo la decisione della Consulta che ha dato disco verde alla legge Salva Ilva.

“Abbiamo il dovere e la volontà di applicare tutte le disposizioni dell’Aia. Vogliamo salvaguardare i posti di lavoro e l’impresa, ma vogliamo anche rispettare l’ambiente e la salute dei cittadini. Quindi noi ci impegneremo in maniera rigorosa nell’applicazione di tutte le disposizioni che tendono a tutelare l’ambiente e la salute”.

In una lunga dichiarazione alle agenzie, Ferrante aggiunge: “Vediamo con grande soddisfazione la decisione della Corte costituzionale, decisione che ci consente di guardare al futuro con maggiore fiducia e maggiore speranza, prima di tutto per tutelare i posti di lavoro dei tanti stabilimenti dell’Ilva. E’ una decisione estremamente importante per noi. E’ anche una decisione che ci impegna per tutelare la salute e l’ambiente. Questo vogliamo farlo e lavoriamo per questo. Abbiamo un piano industriale già definito che nei prossimi giorni rivedremo alla luce della decisione della Corte, quindi della possibilità di commercializzare i prodotti che erano stati posti sotto sequestro. Accanto al piano industriale c’è un piano finanziario che dovremo applicare e che ci consentirà di adeguarci all’Aia. Vogliamo applicare l’Aia, dobbiamo applicare l’Aia. Oggi presentiamo alla procura una istanza in cui chiediamo l’applicazione della decisione della Corte costituzionale di ieri, dunque la rimozione dei sigilli ai prodotti finiti e semilavorati, e quindi la possibilità per noi di commercializzare, usare e vendere i prodotti”.

Ancora, il presidente dell’Ilva ha detto che “una stima dei danni non l’abbiamo fatta, ma è evidente che sono stati ingenti per la società. Abbiamo attraversato momenti di grave difficoltà, proprio per la impossibilità di commer-cializzare i prodotti. Stiamo esaminando la possibilità di riaprire Afo1 in coincidenza con la chiusura di Afo 5 per mantenere un livello di produttività adeguato. Noi abbiamo la possibilità di produrre con l’Aia fino a un massimo di 8,5 milioni di tonnellate anno. Oggi produciamo di meno, stiamo marciando con tre altiforni. La previsione della chiusura di Afo5 ci porterà a un livello ancora più basso che noi potremmo integrare con la riapertura di Afo1 e anche acquistando bramme da fuori per consentire ai nostri laminatoi di produrre a un ritmo più elevato”.

Le altre reazioni.

Alessandro Marescotti (PeaceLink) in una nota scrive che “la decisione della Corte Costituzionale non riporterà in vita un’azienda che è ormai in uno stato di crisi irreversibile. Basti pensare che non ha neppure definito il piano industriale degli investimenti per l’Aia. L’azienda non ha le risorse per rinascere ed è ormai alle corde”.

Si dice “addolorato per la decisione della Corte Costituzionale e preoccupato e angosciato per il futuro dei cittadini di Taranto” il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli.

“Non possiamo che prendere atto della decisione della Consulta. Non si trattava e non si tratta, evidentemente, di fare il tifo per l’una o l’altra posizione in campo, tutte egualmente legittime e rispettabili. Piuttosto occorre vigilare per assicurare la rigida attuazione delle prescrizioni previste dall’Autorizzazione integrata ambientale”. E’ la dichiarazione congiunta di Gianni Florido e Gianpiero Mancarelli.

Uil e Uilm di Taranto, “appresa la notizia del pronunciamento della Consulta, che nel merito ha riconosciuto la costituzionalità della Legge n.231/12, esprimono la propria soddisfazione in quanto i provvedimenti legislativi adottati per coniugare salute e lavoro sono stati ritenuti pienamente legittimi”.

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