24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 20:35:00

Cronaca

«Il referendum? Costerà circa 400mila euro»


«La macchina amministrativa si è già messa in moto. Ormai è troppo tardi». Così il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno da noi interpellato sulla eventualità di uno stop al referendum, sulla chiusura totale o parziale dell’Ilva, previsto per domenica prossima.

Nel regolamento, infatti, è possibile leggere che il primo cittadino può, nel caso in cui prima del referendum intervengano fatti nuovi tali da rendere inutile la consultazione dei cittadini, fermare l’iter referendario. “Qualora, in data successiva alla proposta di referendum consultivo – recita il regolamento – intervengano eventi o decisioni tali da rendere inutile la consultazione popolare, il sindaco revocherà il referendum, sentito obbligatoriamente il parere del Comitato dei Garanti”.

In effetti, la sentenza della Corte Costituzionale sul conflitto fra poteri dello Stato sollevato dalla Procura e sulla “costituzionalità” della legge 231, risulta essere un elemento di novità.

«Per assurdo si dovrebbero convocare i Garanti che poi dovrebbero esprimersi sull’argomento. Praticamente impossibile, a tre giorni dal voto». Un referendum che ai tarantini «costerà circa 400mila euro» spiega Stefàno «nonostante l’accorpamento dei seggi».

Ma il Primo cittadino dà anche la sua visione del referendum che proporrà ai tarantini due quesiti, uno sulla chiusura totale del siderurgicio, l’altro sulla chiusura della sola “area a caldo”. «Sappiamo bene che si tratta di un referendum consultivo che non ha alcun potere ma, quantomeno, avrà la capacità di dare un parere al Governo. E’ importante far esprimere i cittadini sulla vocazione che vogliono dare a Taranto. Per questo – afferma il sindaco – bisogna dare un grande significato alla consultazione di domenica». Il regolamento comunale che disciplina l’istituto del referendum consultivo prevede il “quorum”. In pratica “il quesito sottoposto a referendum è approvato se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli elettori e se ha conseguito la maggioranza dei voti validamente espressi”.

Gli aventi diritto al voto saranno quasi 168mila. In pratica, affinché sia approvato un quesito, devono andare a votare circa 84mila tarantini.

Intanto dal Comune assicurano di aver ottemperato a tutte le attività di comunicazione ed informazione a favore del cittadino-elettore previste dall’art. 9 del regolamento: «Tutte le notizie e informazioni utili sono pubblicate sul sito del Comune di Taranto; è disponibile, nello stesso sito, un programma di facile utilizzo per conoscere la sede dove andare a votare. Ad oggi il programma conta una media di circa 800 visite al giorno – spiegano da Palazzo di Città. Ciò significa che la consultazione è accessibile e soddisfa il bisogno di informazione. E’ stato messo a disposizione dei cittadini il numero verde 800893900 per chiedere informazioni circa la sede di votazione ove stanno giungendo centinaia di telefonate; nei pannelli luminosi, posizionati nei punti strategici della città, è disponibile l’informazione del numero verde cui rivolgersi e del sito del Comune di Taranto; in tutta la città sono stati affissi manifesti, con l’indicazione delle sedi di votazione; è stato predisposto e già affisso, apposito manifesto plastificato su supporto, per ogni edificio scolastico che in questa tornata non è sede di seggio elettorale, riportante la nuova ubicazione delle sezioni elettorali trasferite, che ricordiamo essere quanto più possibile vicina con l’altra sede; all’ingresso degli edifici scolastici che verranno utilizzati, sono stati apposti altri manifesti plastificati, riportanti quali sezioni elettorali sono ubicate nell’edificio».

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